Ottant’anni di storia industriale, tre diverse proprietà e una specializzazione che ha resistito ai cambiamenti del mercato. ASTRA Veicoli Industriali ha celebrato il suo 80° anniversario nello stabilimento di Piacenza, dove il 9 ottobre ha accolto istituzioni e ospiti per ripercorrere la propria storia e illustrare le prospettive future. Le celebrazioni sono proseguite l’11 ottobre con un Family Day dedicato ai dipendenti e alle loro famiglie. I colleghi della redazione di Vado e Torno hanno partecipato all’evento dedicato alla stampa e hanno potuto toccare con mano le novità e le strategie.

Per il costruttore italiano, specializzato nei veicoli pesanti destinati agli impieghi più gravosi, il 2026 rappresenta un passaggio particolarmente significativo: quello dell’ingresso nel gruppo Leonardo, dopo quarant’anni trascorsi nell’orbita IVECO.

«Per ASTRA significa aver attraversato la storia dell’Italia dagli anni del dopoguerra a oggi, aver vissuto tante evoluzioni di prodotto e cicli economici, esserci espansi all’estero», ha spiegato a Vado e Torno Claudio Catalano, CEO di ASTRA. Una storia scandita da passaggi quasi quarantennali. Fondata nel 1946 dall’imprenditore piacentino Mario Bertuzzi, ASTRA entrò in IVECO nel 1986. Quarant’anni dopo, nel 2026, si apre una nuova fase con Leonardo.

Astra, una forza produttiva da 2.000 veicoli all’anno tra civile e militare

Lo stabilimento piacentino rimane il cuore industriale dell’azienda. Qui lavorano circa 800 persone, delle quali circa 500 direttamente impegnate nelle attività produttive. Secondo i dati illustrati durante la conferenza stampa, nell’ultimo anno ASTRA ha consegnato oltre 2.100 veicoli, mentre la produzione si attesta intorno alle 2.000 unità annue. Quasi la metà riguarda il settore militare.

Una dimensione produttiva relativamente contenuta rispetto ai grandi costruttori di veicoli industriali, ma coerente con il posizionamento di ASTRA, che realizza veicoli altamente specializzati e spesso personalizzati per applicazioni particolarmente impegnative.

La presenza internazionale è un altro elemento distintivo: circa il 70% dell’attività è rivolto ai mercati esteri, in larga parte fuori dall’Europa. Dalle miniere ai grandi cantieri infrastrutturali, dai dumper ai veicoli per il trasporto eccezionale, la produzione civile continua a rappresentare una componente fondamentale dell’identità ASTRA. Parallelamente, il settore della difesa ha acquisito un’importanza crescente, con forniture destinate anche alle forze armate europee.

Catalano: «Civile e militare hanno sempre convissuto»

L’ingresso nel gruppo Leonardo pone inevitabilmente una domanda sul futuro equilibrio tra le due anime dell’azienda. Per Catalano, tuttavia, non si tratta di scegliere una direzione a scapito dell’altra.

«Le due anime hanno sempre convissuto insieme da quando ASTRA è nata», ha sottolineato il CEO. «Il settore militare è sempre stato nel DNA dell’azienda, che all’inizio si occupava della trasformazione dei veicoli militari rimasti sul territorio italiano dopo la Seconda guerra mondiale».

Le applicazioni civili e quelle militari, ha spiegato Catalano, condividono molte più caratteristiche di quanto possa sembrare: operazioni su terreni difficili, temperature elevate, ambienti desertici, carichi importanti e necessità di garantire elevati livelli di affidabilità. «I nostri due clienti beneficiano dell’esperienza dell’altro», ha aggiunto, confermando la volontà di continuare a sviluppare entrambe le attività. È proprio questa capacità di trasferire competenze tra settori differenti a rappresentare uno dei principali punti di forza del costruttore.

La sfida industriale: crescere senza inseguire i grandi volumi

Guardando al futuro, ASTRA punta a incrementare la capacità produttiva e a rafforzare la competitività dello stabilimento. La strategia, però, non passa attraverso una rincorsa ai volumi dei grandi costruttori. Durante la conferenza stampa è emersa una visione precisa: competere attraverso la specializzazione e la capacità di rispondere alle esigenze di mercati di nicchia.

Un’impostazione che trova riscontro anche negli investimenti realizzati e programmati a Piacenza. Il sito è specializzato soprattutto in due macroattività, carpenteria e assemblaggio, con competenze specifiche anche nella lavorazione della lamiera balistica.

Tra i progetti industriali illustrati figura la produzione dello scafo di un mezzo anfibio, attraverso un nuovo processo che prevede anche l’impiego di tecnologie robotizzate. L’obiettivo indicato durante la visita è arrivare al 70% di saldature robotizzate. Sono inoltre previsti interventi sull’organizzazione logistica, con un programma di efficientamento e la realizzazione di un magazzino centralizzato.

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