Continuano a fioccare collaborazioni in casa Carraro. Dopo i recenti accordi stretti con Lindner per la costruzione del Lintrac 160 LDrive e con Seederal per lo sviluppo di un trattore elettrico (collaborazioni che furono centrali durante l’ultima edizione di Agritechnica), il gruppo veneto ha annunciato la finalizzazione di un nuovo accordo con Tumosan, player turco in grande spolvero.

Gruppo Carraro, si amplia la galassia di collaborazioni. Focus sulla divisione Agritalia

L’accordo vede protagonista la divisione Agritalia di Carraro (con sede a Rovigo), da sempre in prima linea nello sviluppo e nella costruzione di trattori, da qualche anno esclusivamente per conto terzi. Nello specifico, Carraro Agritalia si occuperà della fornitura di competenze di design, ingegneria e consulenza tecnica a supporto dello sviluppo della nuova gamma di trattori Tumosan.

Il contributo di Carraro ha riguardato in particolare la progettazione e la realizzazione di prototipi, con soluzioni personalizzate e know-how ingegneristico dedicato. Che, presumibilmente, riguarderà in particolar modo le possibili applicazioni sui trattori del player turco di assali e trasmissioni, rami in cui il gruppo Carraro è specializzato ed tra i più grandi costruttori del mondo.

L’iniziativa ha infatti l’obiettivo di trasferire competenze, valorizzare l’identità del prodotto e accompagnare Tumosan nel percorso di evoluzione tecnica e progettuale, attraverso un approccio integrato e orientato alla qualità. Con questo progetto prosegue il rafforzamento delle collaborazioni internazionali del Gruppo, basate su affidabilità, innovazione e visione condivisa.

Tumosan, da più di 50 anni nell’agone della meccanica agricola

Nata come industria statale nel 1974, Tumosan è stata privatizzata nel 2004 con l’ingresso nel gruppo Albayrac. L’azienda oltre ai trattori produce anche attrezzature agricole, motori diesel off road e marini, generatori, muletti e veicoli bellici. Gli stabilimenti del gruppo hanno sfornato nel 2024 circa 11 mila trattori per il mercato locale e l’export ma sono in grado di realizzarne fino a 45 mila l’anno, oltre a 75 mila motori. L’azienda, in particolar modo in Italia, è conosciuta perché ancora oggi propone modelli con livree ispirate agli storici FiatAgri degli anni ’80 che, ai tempi, costruiva su licenza nei suoi stabilimenti.

Qualche anno fa, durante la fiera di Konya in Turchia, avevamo intervistato il management del brand che ci aveva illustrato la timeline produttiva il cui primo traguardo era la messa a listino entro fine 2025 di una nuova gamma Stage V fino a 125 cavalli, ampliata poi da macchine fino a 175 cavalli nei due anni successivi, per arrivare a 215 cavalli entro cinque anni.

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