ACC non costruirà più gigafactory in Europa. Nemmeno quella di Termoli
La notizia ufficializzata dai partner Stellantis, Mercedes-Benz e TotalEnergies. I sindacati esprimono disappunto e preoccupazione per una scelta che potrebbe impattare negativamente sull'occupazione. I commenti
Purtroppo la notizia era nell’aria già da tempo. E ora, puntuale, è stata ufficializzata da alcuni partner di spessore nel comparto automotive. Secondo i piani della joint venture ACC (Automotive Cell Company), la gigafactory che avrebbe dovuto essere costruita a Termoli, in Italia, non verrà più realizzata. Insieme al progetto italiano, anche quello della gigafactory di Kaiserslautern, in Germania, è stato accantonato. La notizia era già nell’aria ed è stata ora ufficializzata dai partner Stellantis, Mercedes-Benz e TotalEnergies.
In sostanza, da quanto emerge, c’erano troppe incognite e punti interrogativi che circondavano questa idea decisamente ambiziosa, che riuniva attori chiave del settore dei trasporti, nonché diversi paesi centrali per l’industria automobilistica europea, come Germania, Italia e Francia. Ad ora la Francia ospita infatti l’unico sito costruito finora, nella regione Hauts-de-France, inaugurato nel 2023.
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Gli stabilimenti di Termoli e Kaiserslautern avrebbero dovuto seguire a ruota quello francese, ma le incertezze che circondano la roadmap europea per l’elettrificazione hanno sicuramente pesato sulla decisione dei partner. Secondo alcune indiscrezioni, TotalEnergies si sarebbe ritirata dal progetto iniziale, spingendo gli altri a usare cautela. Inoltre, Stellantis ha recentemente annunciato una chiara inversione di rotta rispetto ai piani di elettrificazione della sua gamma annunciati dall’ex CEO Tavares solo pochi anni fa.
Nel prossimo futuro, l’attenzione si concentrerà anche sulle soluzioni ibride e ICE, in particolare per le automobili. I sindacati italiani hanno espresso disappunto e preoccupazione per le implicazioni occupazionali della decisione di ACC. “L’unico modo per salvaguardare lo stabilimento di Termoli è quindi l’arrivo immediato della produzione meccanica”, ha dichiarato il sindacato Uilm.







