Accreditarsi come uno dei principali integratori di sistema dell’area EMEA; diversificare la piattaforma tecnico-commerciale per soddisfare la fame di endotermici e di ricambi della “old energy” e accompagnare la transizione con soluzioni olistiche per la “new energy”; consacrarsi pioniere della rivoluzione eco-digitale.

Queste sono le linee strategiche che Massimo Labruna intende perseguire nella proiezione adulta della sua creatura (AS Labruna è a tutti gli effetti una splendida cinquantenne), che non ha accusato flessioni nemmeno a cavallo di 2023 e 2024, a differenza di altri concorrenti. Non mancano gli spunti di interesse. Affidiamo il bandolo della matassa a Massimo Labruna.

Avete recentemente cambiato payoff, o sbaglio? 


«Abbiamo in effetti cambiato il payoff, che oggi è diventato “Driven by vision, powered by people”. Credo molto in questa formula perché indica chiaramente una direttrice di sviluppo, imperniata su una visione specifica di powertrain e energy solution provider. Per realizzarla serve però un gruppo affiatato, molto valido e composto da persone competenti. Durante un’intervista per un podcast al Nautic Sud, parlando proprio del mercato del lavoro, il mio interlocutore ha pronunciato una frase illuminante: “grandi aziende, grandi uomini”. È una sintesi molto efficace di tutto questo percorso».


Qual è l’andamento economico-finanziario del gruppo e quali sono gli obiettivi di crescita?


«Il 2025 si è chiuso con un fatturato di 40,1 milioni di euro, con un Ebitda in crescita. AS Labruna è l’unica realtà del settore con un Cagr, cioè un tasso medio annuo di crescita, del 42%. Gli altri operatori sono cresciuti molto meno e molti hanno registrato una fase di stagnazione, o addirittura un calo, nel biennio 2023–2024. Il business plan prevede di raggiungere gli 80 milioni di euro di fatturato nei prossimi tre anni, un obiettivo sicuramente ambizioso. La crescita avverrà sia per via organica, soprattutto sui mercati esteri, sia tramite acquisizioni mirate. Nessuno si aspettava che nell’arco di tre anni saremmo riusciti a triplicare i volumi, ma i numeri sostengono la nostra strategia, al fianco di prodotti europei. È una scelta coerente con la visione di lungo periodo. Il focus rimane sulla tecnologia orientata al miglioramento delle emissioni e all’innovazione. Non sto cercando un’alternativa a basso costo. Credo che il futuro sia nella transizione eco-digitale. Puntare oggi su un motore diesel tradizionale a basso costo può generare ricavi nel breve termine, ma è un canale che, a mio avviso, è destinato ad esaurirsi. Al contrario, investire in elettrificazione e ibridizzazione con motori diesel a basse emissioni significa acquisire competenze strategiche».


In che modo questa strategia di consolidamento nel ruolo di integratore di sistema si traduce nella prassi di AS Labruna?


«FPT ha lanciato soluzioni di powertrain a batteria, ma il semplice ruolo di buy-and-sell non ha senso, anche perché le batterie non possono essere stoccate a lungo. Il valore è nell’integrazione. Stiamo sviluppando, ad esempio, un progetto con Fresia per un veicolo antincendio completamente elettrico con batterie FPT eBS69, alla tecnologia NMC (litio e ossido di nickel-manganese-cobalto).

È inoltre in fase di sviluppo un veicolo a guida laser per l’alimentazione del bestiame nelle stalle, un feed mixer a guida autonoma ed elettrocomandato. Nel caso del veicolo antincendio, la trazione elettrica consente accelerazioni molto elevate, riducendo drasticamente i tempi di intervento. Qui il focus non è tanto l’abbattimento delle emissioni, quanto le prestazioni operative».


Come rientra il service nella vostra visione di lungo periodo?


«Il post-vendita è fondamentale: manutenzione programmata, ricambi e formule di noleggio a lungo termine per applicazioni specifiche. È vero che la transizione verso l’elettrico riduce alcuni interventi di manutenzione, perché ci sono meno parti soggette a usura. Tuttavia, il parco installato tradizionale resterà operativo ancora a lungo. Riparare il “vecchio” diventerà una parte sempre più importante del business. I ricambi continueranno a rappresentare una quota significativa del fatturato. Parallelamente, in ottica di sostenibilità, crescerà il tema della rigenerazione delle batterie, della second life e del ciclo di vita sostenibile. Quando finiranno i ricambi diesel, questi ambiti diventeranno ancora più centrali, ma la transizione va gestita in modo graduale e integrato.

Puntiamo sulla digitalizzazione dei processi, con piani di manutenzione evoluti, una stagione iniziata con l’utilizzo di strumenti come la Remote Master, la valigetta multimediale per l’assistenza. Parliamo di transizione ecologica, ma anche di transizione digitale: per questo nei comunicati parliamo spesso di “transizione ecodigital”. Siamo stati confermati Gold Distributor FPT e oggi abbiamo i migliori parametri di intervento in area Emea, un risultato di cui siamo molto orgogliosi. Abbiamo lanciato la prima rete italiana in grado di intervenire su powertrain elettrici e ibridi, batterie, inverter e motori elettrici. Non esistono reti analoghe certificate, anche perché non esiste un ente terzo che certifichi queste competenze: abbiamo sviluppato internamente i percorsi formativi, che spaziano dai fondamenti dei veicoli elettrici e ibridi alla diagnostica avanzata, dall’alta tensione alla chimica delle celle, fino alla system integration».


Dove si affaccia la vostra finestra sull’estero?

«Il focus non è sul mercato americano, e non solo per via dei dazi. Riteniamo che le maggiori opportunità di sviluppo siano in area Emea, in particolare Medio Oriente e Africa. Il marino resta una divisione importante, soprattutto il settore pleasure, ma oggi anche il settore industriale è diventato strategico, sia in termini di volumi sia di fatturato. L’obiettivo è diventare uno dei principali player nel settore powertrain in area Emea, con una forte integrazione tra prodotto, competenze e servizi».

AS Labruna e il mare. Una proiezione naturale per chi il mare lo vede dalle vetrate del quartier generale…

«Ed è un rapporto che prosegue a braccetto con FPT. Lo dimostra anche il recente Premium After Sales AS Labruna Network Event. A Monopoli, e sulle sponde orientale e meridionale del Mediterraneo, che copriamo con la potenza di fuoco di FPT, la nostra missione ci porta a esplorare sia le applicazioni commerciali che quelle diportistiche. È però sul versante degli yacht che famiglie motoristiche come Nef e Cursor hanno potenzialità parzialmente tuttora inespresse. L’interazione con le competenze di e-Vision nell’elettrificazione e nei combustibili alternativi è una carta vincente nella motorizzazione di yacht tra i 20 e i 40 piedi. Una risposta concreta alle sfide che la transizione energetica impone anche alla nautica». 

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