Biometano, nasce un nuovo impianto. Protagonista l’azienda agricola Avogadri
Consorzio Monviso Agroenergia, istituzioni e aziende, in occasione dell'inaugurazione, hanno fatto anche il punto sul nuovo DM biometano 2027, sulla sicurezza energetica e sulla tecnologia integrata
Per le strategie di transizione energetica immediatamente attuabili, il biometano continua a ricoprire un ruolo cruciale. Ne è una chiara dimostrazione l’inaugurazione del nuovo impianto da 250 Sm3/h realizzato a Soncino (CR), presso l’Azienda Agricola Avogadri. Un impianto importante per il cremonese, in cui Avogadri è riuscita a coniugare digestione anaerobica, geotermia e fotovoltaico per produrre biometano e valorizzare il liquame e i sottoprodotti che alimentano l’impianto senza necessità di integrazioni esterne.
Una visione strategica che ha ricevuto il plauso da parte di istituzioni, tecnici e addetti ai lavori. Che, insieme al Consorzio Monviso Agroenergia, si sono dati appuntamento nella giornata di inaugurazione, che ha rappresentato un momento importante per confrontarsi sul nuovo DM biometano 2027. Hanno dato il via alla mattinata la Deputata Silvana Comaroli e al Primo Cittadino di Soncino – Gabriele Gallina, che con i loro interventi hanno sottolineato il valore di questo progetto a livello nazionale e locale.
“Abbiamo deciso di realizzare il nostro impianto per la produzione di biometano sviluppando un progetto completamente integrato dove digestione anaerobica e Upgrading, geotermia e fotovoltaico lavorano in sinergia per garantire massima sostenibilità ambientale e redditività”, ha esordito Francesco Avogadri, illustrando i motivi strategici della sua scelta.
Avogadri, un modello lungimirante per il biometano
Il modello di cui parla Francesco Avogadri risponde perfettamente alla prossima fase di mercato del biometano in Italia. Ne ha parlato il Direttore Tecnico del CMA Adrea Chiabrando illustrando la struttura Tecnica del nuovo DM Biometano 2027 pressoché pronto dal punto di vista tecnico per essere inviato in bozza all’UE entro la fine dell’anno.
Il confronto con Paolo Arrigoni, Past President del GSE, è stato particolarmente incoraggiante dando proiezioni positive per il prossimo meccanismo di sostegno “post PNRR”, in corso di definizione presso il MASE, che “nel medio termine permetterà agli operatori e alla filiera stabilità e programmazione degli investimenti e che dovrebbe consentire di centrare il target 2030 di 5,1 miliardi di m3 di biometano”.
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A chiusura del cerchio ha partecipato a questo confronto intitolato “Biometano in Italia – Quale Potenziale?” Cesare Soldi, Presidente della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi e Confagricoltura Cremona, confermando come il biometano sia un pilastro fondamentale per molte realtà, valorizzando deiezioni e sottoprodotti agricoli e fornendo alle aziende un prezioso ammendante. L’evento è stato moderato dal Riccardo Bani – Kyoto Club, sottolineando quanto sia preziosa la molecola di Biometano per la sicurezza energetica, per l’economia circolare e per la sostenibilità. Naturalmente, oltre al tavolo istituzionale vi è stato anche quello tecnico.
Mario Della Bella – Managing Director EnviTec Biogas, ha illustrato il progetto nella sua interezza, sottolineando l’importanza dell’aver realizzato un impianto completamente integrato, dove produzione di biogas e Upgrading sono gestiti da un unico software e dove tutte le tecnologie coinvolte lavorano sinergicamente per produrre biometano con elevato potere calorifico. Moreno Fattor – AD EGEO, ha illustrato il sistema di produzione dell’energia termica ottenuta con il sistema geotermico che consente di mantenere stabile la temperatura dell’impianto di digestione anaerobica.
Ha proseguito Paolo Corbari – AD VOGELSANG, che ha chiarito l’importanza di un pretrattamento efficiente e costante del materiale conferito. A valle dell’impianto è stata illustrata da Sauro Bompani – AD System Gas, la tecnologia di analisi e misura fiscale per immissione in rete, sottolineando l’importanza del biometano per i settori Hard to Abate e la necessità di sostenere lo sviluppo dei sistemi Reverse Flow che, come sarebbe opportuno per l’Azienda Agricola Avogadri, consentirebbero l’immissione costante anche nelle reti di distribuzione locale.








