Dal 1984 Cartello si occupa della distribuzione di motori Yanmar Marine: è l’interfaccia italiana di Osaka. Nel corso degli anni si è evoluta. Vi racconteremo come, in due puntate pubblicate su DIESEL di dicembre e POWERTRAIN di gennaio.

Genova è la Lanterna, Genova è il Porto, Genova è la Superba. La storica antagonista della Serenissima affonda le radici nel mare in cui si specchia. Non è un caso che la filiera della linea d’asse, espressione che mettiamo sul tavolo per indicare l’ecosistema tecnologico delle applicazioni nautiche, qua si senta a casa. È così anche per Cartello, fondata nel segno della distribuzione dei motori marini Yanmar, che in quasi quattro decenni ha abbracciato un orizzonte molto più ampio. Ripercorriamo con loro, in due tappe, l’excursus che li ha portati a diventare fornitori di soluzioni nel diporto e nella nautica commerciale. 

«Nel 1984, Angelo Gaia, Bruno D’Agosta e Stefano Jelussi presero la storica decisione di fondare Cartello, partendo da una particolare intuizione. Angelo e Stefano, infatti, lavoravano per Bmw Marine, gestendo il parco barche per testare i prodotti nautici». Questo è l’incipit più fedele della biografia di Cartello, quello che risale al big bang. Del resto la griffe automotive bavarese e Yanmar Marine non sono propriamente estranei: al Boot Show di Düsseldorf del 2006 si alzò il velo sulla gamma BY, di origine Bmw. Aftercooler, wastegate (al posto dell’originale Vgt), 4 valvole per cilindro, common rail e controllo elettronico: l’eredità di una quattro ruote, e sappiamo bene di quale raffinatezza. 

«Quando i due si resero conto che l’esperienza di Bmw nel settore nautico stava per terminare, si misero alla ricerca di prodotti innovativi che potessero essere lanciati sul mercato nautico italiano. Cominciò così la loro collaborazione con Yanmar: decisero di creare una piccola azienda, Cartello appunto, per gestire il territorio nazionale, coinvolgendo anche Bruno, cognato di Angelo, in quest’avventura. Yanmar all’epoca era un prodotto per intenditori e se ne vendevano poche unità all’anno, ma era già chiaro che si trattava di un prodotto innovativo, superiore agli altri, che in poco tempo avrebbe conquistato il mercato. Per anni Cartello si è completamente identificata con Yanmar, crescendo insieme alla casa giapponese, ma sviluppando al proprio interno anche un insieme di conoscenze, know-how, esperienze e professionalità uniche». Le evoluzioni raccontate dall’attuale vertice aziendale: «Nel corso di quasi 40 anni, l’azienda ha costruito un vero e proprio network che si estende per tutto il territorio italiano, riuscendo a servire chiunque lo desideri e a fornire assistenza in ogni momento. Dal 2007 l’azienda è guidata da me, che sono il figlio di Angelo. Oggi Cartello non è più solo Yanmar e all’orizzonte ci sono nuove sfide che ci stanno portando verso nuovi mercati. A far parte della famiglia sono entrati in anni recenti i motori fuoribordo diesel del marchio Cox Powertrain, i gommoni Domino progettati all’interno della stessa Cartello ed i prodotti Kent per la manutenzione. Nel 2018, in ultimo, Cartello ha deciso di investire nei motori fuoribordo Hidea, una linea di motori cinesi di alta qualità da distribuire nel mercato italiano ed europeo. Un nuovo mercato, dunque, con nuove sfide ed opportunità per crescere, pur conservando la dimensione familiare che ha caratterizza l’azienda fin dalle origini».     

Una valutazione propedeutica sul mercato diportistico: l’onda lunga dell’ultimo triennio sta per rientrare a riva, come si mormora?

«Per quanto riguarda il mercato in generale siamo tutti in una fase di attesa per capire meglio la situazione: da una parte, il costo energetico e la spinta inflattiva sia generale sia in particolare per alcune materie prime necessarie per la produzione e, in ultimo, la perenne crisi dei semiconduttori; dall’altra, le tensioni internazionali e la guerra che pesano sul futuro. Ciononostante, osserviamo portafogli ordini ancora consistenti che, secondo me, aiuteranno il settore almeno fino a tutto il 2023. Se devo dare un parere personale, penso che la pandemia abbia creato molto eccesso di domanda, non solo nella nautica e per due motivi. Innanzitutto, perché ha cambiato per sempre le abitudini delle persone, in senso sia positivo sia negativo. Per la nautica si è trattato di un cambiamento che ha portato ad un aumento della domanda come in altri settori (mi viene in mente il settore caravan) e credo che in una certa misura rimarrà strutturale. Vedo anche un ricambio generazionale dei clienti. Avevamo paura che le generazioni a venire fossero meno inclini all’uso della barca, ma io credo che alla fine, in un mondo fatto di restrizioni, controlli e obblighi, il senso di libertà di una barca abbia ancora il suo fascino. In secondo luogo, un’enorme quantità di denaro è stata immessa nel sistema in tutto il mondo per aiutare l’economia durante i vari lockdown. Credo che questo eccesso di circolante abbia creato l’illusione di una più ampia disponibilità di denaro per tanti e fino a un certo punto è stato vero ma, come sempre succede, il mercato si autoregola. Da qui è partita l’inflazione che stiamo vedendo oggi con tutti i problemi che verranno con essa, tra i quali un riallineamento della domanda di barche a livelli inferiori rispetto ad oggi, credo».

Come descrivereste la parabola di Cartello negli ultimi cinque anni, in termini di differenziazione di prodotto e di applicazioni?

«Cartello da sempre e non solo negli ultimi cinque anni offre un pacchetto di motori e know-how che va al di là della semplice distribuzione. La nostra filosofia è sempre stata che, anche se puoi offrire il miglior prodotto del mercato, l’ecosistema di un imbarcazione è talmente variegato e complesso che occorre assolutamente entrare nel merito ed affiancare i cantieri dal punto di vista tecnico e delle scelte propulsive. Questo ci costringe ad essere un po’ antitetici rispetto alle tendenze attuali, perché la nostra azienda è composta da una forza lavoro di numero e preparazione rilevanti, ma che ci consentono di creare il valore aggiunto necessario per aiutare davvero sia cantieri sia clienti. Dal punto di vista dei prodotti, invece, le nostre parabole dipendono dai produttori con cui siamo partner e dalle loro visioni. Perciò sia Yanmar che Hidea che Cox hanno una loro strategia che cerchiamo di portare sul mercato». 

In attesa di riaggiornarci sul primo numero del 2023, che coinciderà con l’inizio della parabola di POWERTRAIN, due battute veloci su Hidea e Cox. Cartello è il distributore ufficiale dei fuoribordo cinesi a controllo elettronico, a 4 e a 2 tempi, non solo per il mercato italiano. Dalle porte di Chiavari distribuiscono Hidea  anche in Francia, Monaco, Slovenia, Croazia, Bosnia Erzegovina, Montenegro ed Albania. 

Di Cox abbiamo scritto in lungo e in largo. Il Cxo300, fuoribordo diesel da 650 Nm, era presente quest’anno sia a Genova, proprio nella casa “tropicale” di Cartello (vedi foto in apertura), che a Cannes.

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