In occasione del Metstrade a novembre, abbiamo fatto una chiacchierata con Massimo Labruna, Ceo di AS Labruna, sui nuovi prodotti, allargando poi il discorso alle scelte che l’azienda ha intrapreso in direzione di una sempre maggiore sostenibilità.

In questa fiera abbiamo riscontrato molto interesse per il generatore a metanolo, che secondo me rappresenta il futuro dei prossimi anni, dove non si parlerà più di potenza di generazione ma la domanda sarà: quanta energia ci serve? Si parlerà quindi di energia immagazzinata, non più di potenza di generatore. La taglia che abbiamo presentato al Metstrade è quella dei 30 kWe di picco ma con due taniche di metanolo da 68 litri possiamo arrivare a 150 chilowattora di energia”. 

Il generatore Power Bank 30 a rumore zero è costituito da un pacco batterie e ricaricato da una fuel cell a metanolo ed è pensato per applicazioni su megayatch che prediligono il massimo comfort a bordo e il solo rumore del mare come sottofondo. Nello stand ad Amsterdam abbiamo visto anche la gamma di generatori a bordo alimentati a Hvo e il kit Maradea full electric da 10 kW – 48 V, per imbarcazioni fino a 8 m per applicazione linea d’asse. Si tratta di un kit completo utilizzabile per il refitting o la costruzione di barche elettriche. Tra i motori presenti anche il Blue Hybrid System di Fnm, montato sul piccolo propulsore 13Hpe. 

L’obiettivo”, spiega Labruna, “è quello di rendere l’ibridizzazione alla portata di tutte le utenze, anche del diportista che utilizza l’imbarcazione solo poche ore all’anno. Per questo motivo abbiamo creato soluzioni con un bassissimo grado di complessità, che consentono di avere un costo ridotto a fronte di performance comunque interessanti. In questa occasione ci teniamo a presentarci come system integrator: anche se il core business dell’azienda è ancora il diesel, vorremmo diventare, nel giro di pochi anni, un punto di riferimento nell’elettrificazione. Non si tratta di semplice green washing dell’immagine aziendale, tutt’altro: personalmente, ho scelto di muovermi con un’auto elettrica per una questione di coerenza e in azienda stiamo intraprendendo molte attività in direzione di una maggiore sostenibilità. Ad esempio, abbiamo adottato i biglietti da visita digitali, non più di carta ma di legno con un QR code stampato sopra. Sono piccole cose, ma contribuiscono anche questa alla salvaguardia dell’ambiente. Alle fiere portiamo gadget in materiale riciclato, e inoltre abbiamo visori digitali che ci consentono di portare meno esemplari e tuttavia di poter mostrare tutti i prodotti. Ci crediamo molto, e tra l’altro quest’anno diventeremo società Benefit, cioè il bilancio di sostenibilità comprenderà anche azioni legate all’ambiente. Anche quando vendiamo un motore tradizionale, offriamo la possibilità di alimentarlo ad Hvo.”

I visori digitali, che abbiamo visto a partire da Cannes, rientrano nella strategia delle scelte sostenibili di AS Labruna.

Per quanto riguarda il metanolo, AS Labruna è stata tra i pionieri un paio di anni fa, andando anche controtendenza quando si parlava solo di idrogeno. “L’idrogeno ce l’abbiamo, ma il metanolo ha una caratteristica importantissima, il fatto che possa essere ottenuto dall’abbattimento della CO2. Quindi anche se uso un motore a combustione, con un sistema di post-trattamento abbatto gli Nox e dalla CO2 rimanente ricavo metanolo che posso utilizzare nelle fuel cell. È chiaro che nel processo si perde energia, ma sfida è proprio questa: cercare di diminuire le perdite nel processo. Stiamo investendo tanto su questo aspetto.”

AS Labruna: l’obiettivo è la microgenerazione

Parlando invece di trend del mercato, il Metstrade è una fiera in cui si trova un alto grado di competenza nel settore dell’elettrificazione, ma “parlare di elettrificazione a priori non è corretto”, aggiunge Labruna, “al momento elettrificare un’imbarcazione ha senso in presenza di una certa tipologia di emissioni. Quello che auspico è che ad un certo punto ci sia una standardizzazione, sui motori, di potenza-voltaggio. Noi abbiamo cercato di farla al nostro interno: noi andiamo con il 48 volt fino ai 10 kW, dai 20 ai 30 kW andiamo sul 96 volt e poi passiamo a soluzioni a 400 o a 800 volt. Questo ci permette anche di utilizzare dei pacchi batterie che sono testati. In questo senso sarebbe molto importante una standardizzazione del settore perché è un peccato assistere alla creazione di prodotti simili ma non uguali tra i quali il confronto non è facile. Sicuramente nel futuro c’è l’ottimizzazione delle batterie e delle forze. L’endotermico conserverà la sua funzione con i combustibili alternativi. Ci stanno spingendo ad abbandonare il diesel, ma dobbiamo cogliere il messaggio positivo di queste costrizioni: dovremmo imparare a generare energia con una microgenerazione da fonti rinnovabili, che ci renderebbe anche sempre meno dipendenti dal gas e dalle instabilità dovute ai conflitti. In azienda ci stiamo strutturando con pannelli solari che ci consentiranno di immagazzinare l’energia in pacchi batterie in modo da utilizzare solo energie ‘green’. Un messaggio positivo che dobbiamo cogliere in questo periodo di incertezza è che dobbiamo puntare alla micro-autosufficienza per dare il nostro contributo”.

In primo piano

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