Paesaggi condivisi con New Holland e FPT Industrial: Cosa significa? Prendete una giornata al Parco delle Groane e della brughiera briantea, che si sviluppa in una superficie di 7.700 ettari a nord di Milano. Immaginate una “maratona” teatrale di sette ore, con lo zampino dei Rimini Protokoll (nelle vesti di Stefan Kaegi), gruppo teatrale tedesco, d’avanguardia e all’avanguardia dal 2000. Pensate al tormentone della natura violata dall’uomo. Eppure, in quel contesto, inserite un New Holland T7.270, equipaggiato dall’N67 di FPT Industrial, come se fosse una protesi armonica di quel contesto.

Paesaggi condivisi dalla natura e da un’azienda agricola con 1.500 capi di bestiame

Nel respiro bucolico del trekking teatrale, itinerante per l’Europa e adattato a ogni specifico contesto locale, ridisegnando il carnet dei protagonisti: flora e fauna applicati alla biodiversità di ogni singolo “teatro” occasionale, a seconda che si svolga Francia o Spagna, Germania o Svizzera, Italia o altrove, nel vecchio continente (lo spettacolo itinerante è cofinanziato dall’Unione Europea). Un pilastro di questa articolata narrazione del rapporto tra l’umano e l’ecosistema è l’interazione con un’attività agricola del territorio. Vivere nell’ecosistema come attori comprimari, al pari della brughiera, dei cascami delle fornaci in disuso, delle querce e dei pini silvestri. E dire che si tratta di allevamento intensivo, con circa 1.500 bovini, arrivato alla terza generazione imprenditoriale. Alla guida del New Holland T7.270 il nipote 18enne del capostipite, che cominciò negli Anni 60 con appena due capi di bestiame. L’erede, neomaggiorenne, alla guida del trattore, si è fermato davanti al pubblico per interagire con un avvocato ambientalista e un tecnico bio-acustico. Il blu di NH ci casca proprio a fagiolo, dopo essersi appollaiato sul tetto del Sustainable Farm Pavilion all’Expo del 2015. In quel caso si fregiava dell’abito cinematico a basso impatto, quello a gas metano, meglio ancora se biometano, della versione methane power.

A proposito dello spettacolo

La sinossi redita, testualmente: “Se il paesaggio fosse un teatro? Se l’arte non imitasse la natura, ma ci permettesse di viverla collettivamente? Cosa è in gioco nel nostro rapporto con la natura e con le sue rappresentazioni, nel momento in cui clima e risorse ci hanno portato alla consapevolezza della nostra fragilità e interdipendenza”?

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