Semiconduttori, nuova alleanza strategica tra Italia e Corea
L'accordo è stato stretto tra ANIE (Confindustria) e KSIA, la sigla coreana di riferimento. Dalla mobilità elettrica al packaging avanzato: tante le proposte sul tavolo
Da una parte all’altra del globo, attraverso cultura apparentemente lontane. Ma unite, in realtà, dagli stessi fili conduttori. O, per restare in tema, semiconduttori. Sì, perché è proprio intorno a questi materiali, perno dell’industria informatica (e di praticamente tutta la tecnologia globale), che ruota il nuovo accordo stretto da ANIE con la Korea Semiconductor Industry Association (KSIA). Il Memorandum of Understanding (MoU) è stato siglato in occasione della visita ufficiale della Corea del Sud da parte Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, attualmente alle prese con un tour diplomatico nell’Estremo Oriente.
Nello specifico, l’accordo è stato sottoscritto da Marco Vecchio, Direttore Tecnico di ANIE, e JeongHoi Kim, Vice Chairman di KSIA. L’intento è chiaro: promuovere una cooperazione strutturata e di lungo termine tra le filiere italiane e coreane, con l’obiettivo di rafforzare la resilienza delle supply chain, stimolare l’innovazione tecnologica e generare nuove opportunità di crescita industriale e scientifica. La Corea del Sud, leader globale nei processi produttivi ad alta intensità tecnologica, gioca infatti un ruolo chiave all’interno delle supply chain globali.
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La complementarità tra il mercato italiano e quello sudcoreano, dunque, apre prospettive di cooperazione in: elettronica per la mobilità elettrica e le energie rinnovabili; packaging avanzato; integrazione di fornitori italiani nelle catene coreane; co-sviluppo di tecnologie per AI, IoT e smart industry.
“Esprimiamo grande soddisfazione per la firma di questo accordo con la Korea Semiconductor Industry Association, che rappresenta un passo strategico per rafforzare il dialogo e la collaborazione tra le filiere dei semiconduttori italiana e coreana”, ha dichiarato Vincenzo de Martino, Presidente di Federazione ANIE. “Questa intesa crea un quadro strutturato di cooperazione a beneficio delle imprese, favorendo lo sviluppo di relazioni industriali, lo scambio di informazioni e il coordinamento lungo l’intera catena del valore”.
ANIE e KSIA, i punti focali dell’intesa per i semiconduttori
Tra i punti principali del Memorandum stretto tra le due sigle troviamo lo scambio di informazioni e best practice su tecnologie emergenti; l’identificazione di aree di collaborazione volte a promuovere l’innovazione; la promozione di eventi congiunti e missioni industriali. L’intesa si inserisce nel quadro delle politiche europee per l’autonomia tecnologica e risponde agli obiettivi dell’European Chips Act, che punta a raddoppiare la quota europea nel mercato globale dei semiconduttori entro il 2030, promuovendo investimenti strategici, innovazione e sviluppo del capitale umano.
L’accordo con la Corea del Sud si inserisce in un quadro estremamente dinamico, anche per il mercato italiano dei semiconduttori. Che, nel 2024, ha generato un valore di circa 1,8 miliardi di euro, pari al 3% del mercato europeo. Il settore dei chip in Italia è trainato principalmente dai mercati automotive e industriale. L’Italia si distingue per una forte specializzazione tecnologica in dispositivi di potenza (SiC, GaN), sensori, MEMS, analog e soluzioni per applicazioni industriali. Pur non essendo un hub di produzione di chip avanzati, il Paese svolge un ruolo strategico in fasi critiche della filiera, dalla progettazione al testing.
“In questo contesto, ANIE Componenti Elettronici conferma il proprio ruolo strategico di interlocutore del sistema industriale nelle politiche nazionali per la microelettronica”, ha concluso Cosimo Musca, Presidente di ANIE Componenti Elettronici. “Contribuiamo al rafforzamento della sovranità tecnologica e della competitività della filiera italiana, in pieno allineamento con le iniziative europee e internazionali, a partire dall’European Chips Act e dagli strumenti messi in campo per sostenere investimenti, ricerca e sviluppo, formazione del capitale umano nel settore dei semiconduttori. Il coinvolgimento attivo di aziende, istituzioni, università e centri di ricerca contribuirà a consolidare nel nostro Paese un ecosistema industriale innovativo e resiliente, capace di cogliere nuove opportunità di crescita sui mercati internazionali”.








