Simplifhy compie 5 anni: la transizione energetica con idrogeno, persone e industria
Forte di una rete che ha raggiunto le 13 unità per una capacità complessiva di 1,5 mW, la realtà brianzola punta a scalare la dimensione media dei propri impianti. I commenti e i festeggiamenti
L’idrogeno come stella polare. Era la questa la filosofia con cui, cinque anni fa, prendeva il via l’avventura di Simplifhy, solution provider votato alla decarbonizzazione industriale del Paese. Nato dalla competenza tecnica sull’idrogeno e dalla visione finanziaria e gestionale dei suoi fondatori, in poco tempo è diventato punto di riferimento italiano nella progettazione e realizzazione di sistemi per la produzione, lo stoccaggio e l’utilizzo dell’idrogeno come vettore energetico. E ora è già tempo di festeggiamenti.
Sì, perché il brand brianzolo, al 2026 ha raggiunto numeri di spessore, che raccontano un percorso concreto e coerente, costruito progetto dopo progetto. Tredici gli impianti installati, 1,5 MW di capacità complessiva, oltre 100 aziende accompagnate nella transizione energetica. Una crescita importante, riscontrabile anche nell’evoluzione dell’organigramma aziendale. In cinque anni, infatti, l’azienda è passata da zero dipendenti a un team di 9 professionisti, in prevalenza giovani ingegneri formati direttamente in azienda.
Una scelta voluta, che riflette l’approccio culturale che i fondatori hanno voluto imprimere fin dall’inizio: costruire competenze specifiche sull’idrogeno investendo sulle nuove generazioni, anche attraverso collaborazioni strutturate con istituti tecnici e l’ITS Green del territorio.

Simplifhy, le persone al centro. Di un progetto per l’Italia
“I traguardi più importanti di questi cinque anni non sono solo i megawatt installati o le tonnellate di CO₂ evitate. Sono gli ingegneri che abbiamo fatto crescere, le oltre 100 aziende a cui abbiamo dato una mano a pensare a un futuro più decarbonizzato, e le persone che hanno trovato in Simplifhy un’opportunità professionale concreta. Questi sono i traguardi immateriali che fanno parte del nostro essere Società Benefit”, ha affermato Sergio Torriani, CEO di Simplifhy.
Centrale nel percorso di crescita è stata la capacità di costruire un ecosistema di partnership tecnologiche e industriali. Collaborazioni con technology provider come Enapter e GRZ Technologies, accordi con realtà come ISAM e CPL Concordia, e la partecipazione attiva ad associazioni di categoria come H2IT, LE2C e Assolombarda hanno permesso a Simplifhy di competere su mercati normalmente presidiati da operatori più grandi. Un approccio culminato nella costituzione del Consorzio H2EPIC, alleanza tra PMI dell’idrogeno per portare velocità e flessibilità nei grandi progetti di transizione energetica.
Guardando ai prossimi cinque anni, Simplifhy punta a scalare la dimensione media dei propri impianti, rafforzare la struttura finanziaria attraverso nuove partnership industriali e sviluppare prodotti propri nei settori dell’elettrolisi, del refueling e dello stoccaggio, con l’obiettivo di una distribuzione a livello europeo. L’espansione geografica è già nel mirino: mercati con caratteristiche normative e culturali simili a quelle italiane, ma con condizioni più favorevoli allo sviluppo dell’idrogeno
“L’equilibrio economico che abbiamo perseguito in questi cinque anni è la stessa filosofia con cui guardiamo al futuro: bilanciare investimenti in nuovi prodotti e progetti con la sostenibilità della struttura corrente. Non ci interessa crescere a tutti i costi, ma crescere in modo solido, consolidando la nostra posizione nel mercato dell’idrogeno e aumentando progressivamente la dimensione media dei progetti che gestiamo”, sostiene Jacopo Machnitz, Responsabile Finanziario di Simplifhy.








