Vanzetti, l’idrogeno potrebbe diventare centrale nella propulsione aeronautica? Avviata una nuova collaborazione di ricerca
La nuova collaborazione con il Centro Aerospaziale Tedesco (DLR) è focalizzata sul pompaggio dell'idrogeno liquido. I primi test sono stati un successo: ecco il programma
Con Vanzetti Engineering si torna a parlare di idrogeno, attualmente l’elemento più chiacchierato del mondo automotive. E non solo. Sì, perché il costruttore cuneese ha sviluppato un banco prova dedicato alle pompe a idrogeno liquido (LH2) che potranno essere impiegate nell’aviazione. Fondamentale la collaborazione avviata e con l’Istituto di Tecnologia della Propulsione (AT) del Centro Aerospaziale Tedesco (DLR)
Ancora allo stato prototipale (PoC, ovvero Proof of Concept), questa tecnologia è al centro di una partnership che si inserisce nell’ambito delle collaborazioni di ricerca finanziate dal programma tedesco per l’aviazione (LuFo) e dall’iniziativa europea Clean Aviation, che stanno generando l’impulso necessario per sviluppare tecnologie idonee al volo e compatibili con gli obiettivi climatici entro il 2050. Obiettivi in cui l’industria aerospaziale gioca un ruolo importante. Ed è per questo che l’idrogeno torna centrale.
Vanzetti Engineering, un ‘banco di prova’ internazionale
Grazie a questa partnership, Vanzetti Engineering – da oltre 40 anni attivo come OEM nella produzione di pompe criogeniche e nei sistemi di alimentazione a gasa – sta quindi valorizzando la propria esperienza industriale “dual use” nella progettazione di pompe sommerse, integrandola con le capacità di ricerca e testing di DLR nelle tecnologie a idrogeno.
Nel contesto del progetto UpLift, finanziato dal Ministero Federale Tedesco per gli Affari Economici e l’Azione Climatica, DLR ha trasformato uno dei suoi banchi prova nella Future Propulsion Test Facility (FPT), operativa da ottobre 2025. Al progetto ha preso parte anche il produttore di gas MESSER, grazie alle sue competenze nella progettazione sperimentale di processo per LH2 e nella gestione dei gas criogenici.

Le attività di ricerca dell’Istituto consentono alla FPT di testare elementi chiave per l’idrogeno liquido, tra cui serbatoi, reti di distribuzione, pompe, scambiatori di calore e camere di combustione, tutti integrati in un sistema completo di distribuzione del combustibile. Il design modulare della struttura permette lo scambio di innovazione tra diversi settori, dall’aviazione all’energia fino alle applicazioni navali.
In collaborazione con partner industriali, sono previsti test di Proof of Concept (PoC) su componenti con idrogeno gassoso a temperatura ambiente. Un test su scambiatori di calore per sistemi di condizionamento dell’idrogeno è già stato completato con successo lo scorso anno. In questo contesto, DLR e Vanzetti Engineering hanno sviluppato un PoC per un banco prova dedicato a pompe LH2, con l’obiettivo di dimostrare la fattibilità dell’adattamento delle soluzioni di pompaggio criogenico al mercato della “Green Aviation”. I test dello scorso gennaio – tutti con esito positivo – hanno riguardato una pompa criogenica sommersa alloggiata all’interno del proprio criostato, con una portata massica fino a 180 g/s.
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“Oltre a ottimizzare l’infrastruttura LH2 grazie ai dati raccolti, i test hanno rappresentato un’importante opportunità per avviare lo sviluppo di un digital twin per i componenti LH2 in ambito aeronautico”, ha affermato Christian Fleing, responsabile dei test sui combustori di DLR. I dati supportano l’adattamento della “toolbox” dell’AT per simulazioni avanzate, permettendo la modellazione delle prestazioni transitorie, elemento essenziale per lo sviluppo futuro delle tecnologie. Questo apre nuove prospettive per lo sviluppo congiunto con partner industriali, con l’obiettivo di creare strumenti software e, nel lungo periodo, tecnologie innovative per il condizionamento dell’LH2.





