Veicoli industriali, il diesel tiene ancora botta: a febbraio rappresenta più del 98% delle immatricolazioni
Federauto ha rilasciato i dati di febbraio 2026 relativi al mercato dei veicoli industriali, che resta sostanzialmente stabile. Crolla l'elettrico. Ecco tutti i dati
Nonostante le normative sempre più stringenti – sia dal punto di vista produttivo che della mobilità – e le turbolenze geopolitiche che ne hanno fatto schizzare il prezzo, il diesel si riconferma ancora una volta il carburante più apprezzato nel comparto dei mezzi pesanti. A fotografarlo, nero su bianco, i dati rilasciati da Federauto in merito al mercato dei veicoli Industriali di febbraio 2026. Dove il diesel la fa ancora da padrone.
Le immatricolazioni di veicoli pesanti nel mese appena trascorso si sono dunque attestate sulle 2.215 unità: un dato che resta sostanzialmente invariato rispetto a febbraio 2025 (+0,05%). A dimostrazione della fase di normalizzazione già emersa a gennaio (+1,07%), lontana dai rimbalzi a doppia cifra dell’ultimo trimestre 2025.
Veicoli industriali, il diesel si riconferma
Tornando alle alimentazioni, il diesel ritrova il segno più, guadagnando il 2,97 nel mese (quota di mercato 98,65%) e l’1,95 nel bimestre dopo un 2025 in perdita netta (-4,85%) e un gennaio in leggero calo (-0,32%).
In parallelo crolla l’elettrico, che partendo da numeri marginali è fortemente sensibile a qualunque variazione e, dunque, i 16 veicoli immatricolati in febbraio segnano una diminuzione del 64,44%. Il metano conferma la sua progressiva e costante marginalizzazione. Altrettanto significativo il calo delle immatricolazioni nei pesi più leggeri, fino alle 16 tonnellate (-15,54% da 3,5 a 7,5 tonnellate e -31,05 da 7,5, a 16 tonnellate), dove la presenza dell’elettrico è generalmente più forte e l’incremento del 5,56% sopra le 16 tonnellate, dove il ricorso al diesel è pressoché totale.
Per Federauto si tratta dell’ennesima conferma che il mercato non assorbe più di tanto i veicoli ad alimentazioni alternative, soprattutto nei segmenti più alti di peso, dove la larga riconferma del diesel è una palese richiesta di ampliare la scelta dei vettori ad alimentazioni che – pur sempre carbon neutral – siano in grado di rispondere pienamente alla domanda di flessibilità ed efficienza delle imprese di autotrasporto.
L’andamento, tipologia per tipologia
Il segmento motrici segna un calo pesante: 944 unità, -18,34% su febbraio 2025 (cumulato gen-feb a 2.157, -7,42%). La flessione è diffusa su tutte le fasce di peso: i medi (7,5-16 t) perdono il 31,05%, i pesanti oltre 16 t il 14,74%, e anche i leggeri (3,51-7,49 t) arretrano del 15,54% dopo il balzo di gennaio (+81,25%). Per alimentazione il diesel torna a rappresentare il 97,67% del comparto, in risalita rispetto al 94,27% di gennaio: l’elettrico scende a 13 unità (1,38%), lontano dalle 43 del mese precedente.
Nel segmento leggero, dove la transizione era più avanzata, l’elettrico si attesta al 10,40% (13 unità), in forte contrazione rispetto al 28,97% di gennaio. Sul fronte delle carrozzerie, il cassone resta dominante (44,49%) ma cala quasi del 19%. Crollo marcato dei furgoni (-56,30%), mentre tiene l’isotermico (+2,61%) e crescono le cisterne (+24,44%).
Il comparto trattori compensa ampiamente la flessione delle motrici: 1.271 unità, +20,13% su febbraio 2025 (cumulato gen-feb a 2.652, +9,81%). Il diesel è quasi totale (99,37%), l’elettrico resta marginale (3 unità) e il GNC è in caduta libera (-88%, solo 3 unità). Anche nei trattori il noleggio è in forte espansione: 62 unità (4,88%, +87,88%), con un cumulato gen-feb al 4,45% (+90,32%). Il conto terzi domina al 92,29%.
Per quanto riguarda i brand, invece, il cumulato delle immatricolazioni di inizio 2026 vede Iveco, DAF e Renault perdere terreno (rispettivamente -3,4%, -2,1% e -1,6%), Scania stabile (-0,2%) mentre crescono Volvo (+2,9%), Mercedes-Benz (+2,3%) e soprattutto MAN (+1,1%). In calo DAF (-17,41%) e Ford Trucks (-64,91%).









