Abbiamo toccato con mano il binomio Rehlko – Wacker Neuson anche ai recenti DemoDays, nel 2025. Il rullo per trincee RT SC4 di Wacker Neuson conferma la sintonia con Rehlko, adottando il piccolo diesel di casa, il Kdw 1003. si tratta di un motore da un litro (AxC 75×77,6 mm), omologato Tier 4F e Stage V, che eroga 14.8 chilowatt (cioè 19.8 cavalli) a 3.000 giri. I cicli di manutenzione sono semplificati, e alleggeriti, dl sistema di iniezione integrato, dall’albero a camme in testa e dalla robustezza del monoblocco in ghisa. La distribuzione a cinghia attutisce l’impatto acustico.

Il compatto da un litro a firma Rehlko per lavorare “in trincea”

Il rullo per scavi telecomandato RT è conforme alla normativa europea EN 474 e dispone di un sistema di telecomando combinato a radiofrequenza e a infrarossi: mentre il segnale radio garantisce una trasmissione dati stabile tra il rullo e il telecomando, il sistema a infrarossi monitora costantemente la linea di visuale diretta, garantendo così maggiore sicurezza per l’operatore e per le altre persone presenti sul cantiere. Se questa viene interrotta, ad esempio in trincee profonde o tortuose, dietro strutture edilizie o agli angoli, la macchina si arresta automaticamente.

wacker neuson rehlko
Il Kdw 1003 di Rehlko

Tutte le funzioni di comando sono gestite dall’operatore, mentre un display a led fornisce informazioni relative all’autonomia, alla manutenzione e alla diagnostica. La funzione brevettata “Return-to-Center” riporta automaticamente il rullo in marcia rettilinea, senza alcun intervento da parte dell’operatore. Ciò facilita una compattazione uniforme, in particolare in trincee lunghe e nelle applicazioni relative alla costruzione di condotte e infrastrutture di approvvigionamento. L’ampio serbatoio carburante dei rulli telecomandati consente intervalli di funzionamento più lunghi per lavori di compattazione continui senza necessità di rifornimento. Il motore di azionamento e il sistema di vibrazione integrato nel corpo del tamburo sono progettati per non richiedere manutenzione nelle prime 1.000 ore di funzionamento e, insieme agli accessi per l’assistenza ottimizzati, contribuiscono a ridurre al minimo i tempi di fermo nei cantieri infrastrutturali più impegnativi.

In primo piano

Articoli correlati