E se l’EFOY di AS Labruna facesse proprio al caso del vostro camper?
AS Labruna ha immaginato le celle a metanolo EFOY anche come erogatore a zero emissioni di energia per ricaricare le batterie dei camper
L’inizio dell’anno è foriero di buoni propositi, l’EFOY di AS Labruna è uno di questi. Abbiamo intercettato una comunicazione, sintetica ed efficace, su una pagina social e ci sentiamo di rilanciarla. Così scrivono: “L’EFOY di AS Labruna ricarica in modo completamente automatico tutti i comuni tipi di batterie da 12 o 24 V in modo affidabile, silenzioso ed ecologico. Che si tratti di un camper, di una barca, di un capanno da giardino o di una cabina, sarete voi a decidere dove utilizzare l’EFOY. L’EFOY genera elettricità in modo ecologico. In un processo chimico, oltre all’elettricità vengono prodotti solo calore di scarto e vapore acqueo con una piccola quantità di CO2. Pertanto, l’EFOY può essere installato senza problemi in ambienti chiusi”.
AS sale in camper insieme all’EFOY
Di fuel cell a metanolo e di idrogeno abbiamo scritto in lungo e in largo, accostando queste tecnologie al vulcanico sperimentare di Massimo Labruna, il Ceo di AS. Non avevamo pensato a un’applicazione insolita, su queste pagine, ma assolutamente logica e funzionale: il camper.
Le utenze sono onerose, a carico della batteria servizi. A questo punto il generatore a celle potrebbe intervenire in modo virtuoso. Se i più fortunati volessero parcheggiare il camper allo yacht club dove è attraccata il loro scafo di piccola taglia, allora sì che la sinergia sarebbe ottimale.
Proprio Massimo Labruna nel 2022 ci raccontò la sua prima esperienza con lo scafo battezzato Futura. “L’imbarcazione è dotata di due motori elettrici, di un pacco batterie tampone e di fuel cell a idrogeno che ricaricano le batterie. Ricapitolando e dettagliando l’architettura, sono presenti due fuoribordo da 6 chilowatt cadauno, mentre il pacco batterie ne eroga appena 5. Di fronte, dunque, a una potenza installata di 12 chilowatt, la capacità del pacco batterie è di 5 chilowattora. Le celle a combustibile da due chilowatt possono funzionare per circa 10 ore, grazie alle bombole di idrogeno a bordo, che sul modello all’ancora contengono 30 litri.
Sostanzialmente ho immagazzinato 20 chilowattora di energia, oltre ai 5 kWh ricavati dalle batterie tampone, che ci consente un’autonomia significativa, aggirando il limite più scabroso delle alimentazioni completamente elettriche. Per accrescere l’autonomia occorrerebbe infatti aumentare i pacchi batteria, aumentando quindi i pesi e i costi, perché la barca procede a velocità ridotta e consuma decisamente di più, per raggiungere le medesime prestazioni. Esiste una soglia limite che non si può oltrepassare. In questo sistema le fuel cell funzionano come range extender, quindi consentono una maggiore autonomia, svolgendo la funzione supplente dei generatori negli ibridi seriali”.
Il passo successivo è rintracciabile nella presentazione di Futura II.








