Quella che stiamo vivendo in questo 2026 travagliato è una nuova fase della transizione energetica mondiale, che ha subito un’accelerazione senza precedente dalle crescenti tensioni geopolitiche, dall’impennata della domanda energetica e dallaa crescente volatilità del mercato dei combustibili fossili. È proprio partendo da questo assunto che, nel suo nuovo rapporto (pubblicato integralmente a questo indirizzo), “Transizione dall’uso dei combustibili fossili: una roadmap basata sulle energie rinnovabili, l’elettrificazione e il potenziamento della rete”, IRENA avverte: al di là delle attuali preoccupazioni in materia di sicurezza energetica, i sistemi energetici odierni rimangono strutturalmente impreparati a soddisfare l’obiettivo climatico di 1,5 °C. Ne consegue una ridefinizione delle strategie che dovranno essere sempre più orientate sull’elettrificazione, sull’energia rinnovabile e sull’accelerazione dell’abbandono dei combustibili fossili.

Il rapporto, pubblicato dalll’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili in collaborazione con la presidenza brasiliana della COP30 in vista della Conferenza ministeriale sul clima di Copenaghen, rileva che, sebbene gli obiettivi globali di triplicare la capacità di energia rinnovabile e raddoppiare i miglioramenti dell’efficienza energetica entro il 2030 rimangano essenziali, essi non sono di per sé sufficienti a realizzare la transizione energetica globale. Con la rapida crescita della domanda nei settori dei trasporti, dell’industria, dell’edilizia e della digitalizzazione, la transizione deve ora concentrarsi sull’elettrificazione di questi settori di utilizzo finale, abbandonando al contempo i combustibili fossili.

Elettrificazione, uno scenario in continuo cambiamento

Lo scenario 1,5 °C rivisto dall’IRENA nel prossimo World Energy Transition Outlook prevede che il consumo globale di elettricità aumenti dall’attuale 23% al 35% nel 2035 e a oltre il 50% nel 2050, con la domanda in crescita soddisfatta principalmente dalle energie rinnovabili. Lo scenario prevede che la quota dei combustibili fossili diminuisca in tutti i settori dall’80% attuale al 50% nel 2035 e del 20% o meno nel 2050.

«Il mondo deve adattarsi a una nuova realtà energetica», ha affermato il Direttore Generale dell’IRENA Francesco La Camera. «Al di là degli obiettivi di triplicare le energie rinnovabili e raddoppiare l’efficienza energetica, si profila la sfida più ampia di trasformare interi sistemi energetici e ridurre l’uso dei combustibili fossili sia dal lato dell’offerta che da quello della domanda. L’elettrificazione e l’eliminazione graduale dei combustibili fossili sono inseparabili e devono progredire insieme».

La Camera ha aggiunto: «La roadmap rivista dell’IRENA mostra chiaramente che l’elettrificazione con le energie rinnovabili serve molteplici obiettivi politici. Contribuisce alla mitigazione dei cambiamenti climatici, rafforza la sicurezza energetica aumentando l’indipendenza dai combustibili fossili importati e sostiene la competitività economica attraverso la creazione di nuove catene del valore industriali e l’innovazione. Inoltre, le energie rinnovabili competitive in termini di costi favoriscono prezzi dell’elettricità accessibili per le famiglie e l’industria».

Il problema dei colli di bottiglia

Il rapporto sottolinea che l’elettrificazione sta diventando il principale motore strutturale del declino dei combustibili fossili in tutti i principali settori di utilizzo finale. L’abbandono dei combustibili fossili comporterebbe una completa ristrutturazione delle infrastrutture energetiche e dell’allocazione degli investimenti. I paesi devono investire contemporaneamente nelle reti, nello stoccaggio e nella flessibilità del sistema per garantire sistemi elettrici affidabili, sicuri e accessibili, in grado di sostenere la domanda in crescita.

Tuttavia, le infrastrutture sono diventate un collo di bottiglia critico, con circa 2 500 gigawatt di energia eolica e solare in attesa di essere collegati alle reti. Gli interventi di potenziamento previsti entro il 2035 e il 2050 non potranno essere realizzati senza un’accelerazione delle procedure di autorizzazione e un aumento degli investimenti. L’IRENA stima che il fabbisogno di investimenti nelle reti sia pari in media a 1,2 trilioni di dollari all’anno, più del doppio rispetto ai 0,5 trilioni di dollari investiti nel 2025.

Saranno inoltre necessari investimenti significativi nelle catene di approvvigionamento dell’idrogeno e dei combustibili alternativi, nonché nell’elettrificazione delle tecnologie di uso finale e delle relative infrastrutture abilitanti – dalla ricarica dei veicoli elettrici e dalla riqualificazione degli edifici alla realizzazione di impianti di riscaldamento e raffreddamento elettrici e all’elettrificazione industriale.

La Camera ha concluso: «La velocità dell’eliminazione graduale dei combustibili fossili sarà in ultima analisi determinata dalla rapidità con cui le economie procederanno all’elettrificazione. Per mantenere l’obiettivo di 1,5 °C alla nostra portata, il mondo ha bisogno di una chiara direzione di marcia a livello globale. I dati dell’IRENA sostengono la definizione di un obiettivo globale di elettrificazione per il 2035, integrato da obiettivi relativi alle reti e alla flessibilità del sistema». Il rapporto odierno sottolinea inoltre l’importanza di monitorare i progressi in materia di elettrificazione, potenziamento delle reti e riduzione dei combustibili fossili per sostenere l’attuazione e guidare la cooperazione internazionale.

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