Che il 2020 sia un anno eccezionale è sotto gli occhi di tutti. Per Fiamm Energy Technology, forse, ancor di più.

Prima – ed eravamo all’inizio di quest’anno – l’annuncio del passaggio del pacchetto di maggioranza dell’azienda vicentina da Hitachi Chemical al gruppo giapponese Showa Denko K.K.. Poi, l’emergenza sanitaria del Covid-19 che ha costretto l’azienda a correre ai ripari (come molte altre realtà, d’altronde) modificando profondamente la propria organizzazione del lavoro.

Azienda, ricordiamolo, specializzata nella produzione di accumulatori per l’avviamento di autoveicoli e per uso industriale.

Fiamm Energy Technology
Fiamm Energy Technology

Misure anti-contagio anticipate

La sede centrale di Montecchio Maggiore e gli stabilimenti produttivi con personale che poteva lavorare da casa, infatti, si sono sin da subito attivati, nei primi giorni di emergenza, anticipando in alcuni casi le misure anti-contagio successivamente impartite dalle autorità competenti.

Fiamm Energy Technology, ancor prima del completo lockdown, ha massimizzato la modalità di lavoro da remoto. In un paio di settimane ha reso possibile, anche ai lavoratori che non erano dotati di computer portatili e telefoni cellulari, di poter operare da casa.

La sede centrale è stata chiusa quasi completamente e per tutto il periodo dell’emergenza – fanno sapere dall’azienda – messaggi di incoraggiamento sono stati inviati a tutto il personale aziendale dal Ceo, Owa Fujio.

QUANDO LA JOINT VENTURE CON HITACHI ERA ALL’INIZIO

Lo stato di soddisfazione del personale Fiamm Energy Technology in smart working

Lo stato di soddisfazione del personale è stato, in questi mesi, monitorato da Fiamm Energy Technology.

Oltre il 90 % dei lavoratori intervistati ha risposto di avere ricevuto sia gli strumenti hardware che software per riuscire a svolgere il lavoro in maniera corretta e proficua. Oltre l’80 % delle persone ritiene che questa esperienza di incentivazione dell’attività in home office abbia permesso di gestire in modo soddisfacente la vita lavorativa con quella privata.

Il personale intervistato ha anche ammesso di interagire anche da remoto quotidianamente con i colleghi (88 %) e con il proprio responsabile (62 %). Ben il 97 % ha dichiarato di ricevere supporto dai colleghi in caso di bisogno.

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