Ore 10:45 di un solatio mattino ai piedi delle Alpi, all’Industrial Village di Torino. Definirlo parterre de roi non è certamente piaggeria. Hanno presentato l’accordo di acquisizione degli asset stradali di Iveco, camion, commerciali e autobus, e industriali, legati alla powertrain, cioè FPT, il presidente di Tata Sons e Tata Motors Ltd., N. Chandrasekaran, Girish Wagh, Managing Director e ceo di Tata Motors, con Olof Persson, ceo di Iveco Group, a fare gli onori di casa.

Parole distensive, per qualcuno potrebbe essere di prammatica, che trasudano buone intenzioni, che scaturiscono dalla volontà ad esplicita domanda di voler conservare stabilimenti e forza produttiva in Italia. Come dire, l’unione fa la forza. Strategie aggregate e transculturali, che vanno oltre i perimetri geografici e gli ambiti di azione, geografici e applicativi. Come ha specificato Girish Wagh, puntano a “prendere il meglio da entrambi i gruppi“. E qui si apre la finestra sul futuro.  

Cominciamo da Olof Persson, ceo di Iveco Group

Sintetizziamo in punti le parole del capo di Iveco Group, che sarà affiancato da N. Chandrasekaran, insediato nel CdA nelle vesti di presidente.

Iveco Tata
  • Punti di forza complementari: entrambe le aziende apportano competenze uniche, creando un’entità combinata che è “più grande e più luminosa” delle singole parti.
  • Copertura geografica: le impronte territoriali sono altamente complementari, con Tata Motors forte in India e in altri mercati chiave, e il partner forte in Europa, consentendo una più ampia portata di investimenti.
  • Preservazione dell’identità: la combinazione mira a fare leva sui punti di forza di entrambe le aziende, preservando al contempo le identità distintive dei rispettivi marchi.
  • Crescita del business dei camion: fusione di mercati complementari, reti di distribuzione e basi industriali per favorire la crescita di entrambi i marchi all’interno della nuova struttura.
  • Piattaforma di prossima generazione: opportunità di creare una piattaforma comune di prossima generazione per lo sviluppo dei veicoli.
  • Ingegneria e design condivisi: collaborazione sui principi di progettazione, sulle tecniche ingegneristiche veicolari e sugli approcci combinati per sviluppare prodotti più competitivi, accelerare l’ingresso sul mercato e garantire la personalizzazione specifica per il settore.
  • Sviluppo di propulsori avanzati: l’impresa combinata disporrà di ampie capacità nel campo dei propulsori, che spaziano dalle tecnologie a combustione convenzionale (inclusi gas naturale e biometano) alle soluzioni ibride e a batteria, nell’ottica della neutralità.
Iveco Tata

È il turno di N. Chandrasekaran

Il presidente di Tata Sons e Tata Motors ha mantenuto un profilo istituzionale, spendendosi in ringraziamenti nei confronti della Presidentessa del Consiglio, Giorgia Meloni, e del Ministro dello sviluppo economico. Un altro passo, in effetti, rispetto allo spauracchio della golden power nei confronti di FAW del 2021. All’epoca la presidenza era nelle mani di Draghi, il ministero dello sviluppo economico a Giorgetti.

Questa operazione non è vista come un consolidamento, ma come un’opportunità per creare un futuro orientato alla crescita per entrambe le aziende. I veicoli commerciali sono la spina dorsale dell’economia, cruciali per il trasporto di merci e passeggeri, in grado di consentire lo sviluppo delle infrastrutture e di guidare la crescita economica complessiva. Il settore è pronto per una trasformazione significativa, che include la decarbonizzazione, nuovi sistemi di propulsione, veicoli connessi, integrazione di software, tecnologie avanzate (IA) e piattaforme digitali.

Iveco è confluita in quella che è diventata la quarta entità di veicoli commerciali al mondo, fornendo una scala cruciale per futuri investimenti e opportunità per dipendenti, partner commerciali e fornitori. A partire dalla sostenibilità ambientale.

Girish Wagh e FPT

A nostra precisa domanda, Wagh ha espresso apprezzamento per le potenzialità di FPT, nonostante la joint venture con Cummins per la fornitura di propulsori per i pesanti in India proceda con piena soddisfazione da oltre tre decadi. Del resto, in India i volumi di Tata rappresentano il triplo del settore heavy duty, e le capacità di FPT sono viste come complementari. Oltre al mercato interno, Tata Motors vede sostanziali opportunità per i motori torinesi in altri mercati in cui Tata Motors ha una forte rete, incluse l’Africa e l’Asia. Da anni la controllata Tata Daewoo è motorizzata da FPT.

Qualche numero sul ponte India-Italia?

  • L’entità combinata opera in oltre 130 paesi, supportata da più di 9.300 punti di vendita e assistenza.
  • La collaborazione unisce 73.000 addetti in sei continenti.
  • Son 27 gli impianti produttivi e 25 i centri di ricerca e sviluppo.
  • Volumi di vendita di circa 590.000 unità e ricavi combinati di circa 21 miliardi di euro (circa 228.000 crore di rupie indiane). 

Qual è l’esito dell’OPA di Tata Motors su Iveco Group e cosa comporta nell’immediato?

Tata Motors ha acquisito l’89,42% di Iveco Group per 14,4 euro ad azione; l’operazione sancisce l’integrazione di Iveco nel gruppo indiano, il rinnovo del Consiglio di Amministrazione con N. Chandrasekaran come Presidente e Olof Persson come ceo, e la riapertura dei termini per gli azionisti fino al 6 novembre 2026.

Tata Daewoo utilizza motori FPT?

I due costruttori hanno festeggiato i vent’anni di sodalizio nel 2024. Nell’aprile di quest’anno hanno rinovato la collaborazione per altri cinque anni con la fornitura di Nef e Cursor.

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