Macchine edili, come sarà il mercato nei prossimi anni? Interact Analysis prova a dare una risposta
Secondo i modelli, si assisterà a una forte crescita in Europa e Nord America. In calo in Cina e l’area APAC. Ecco l'analisi, alla luce dell'impatto delle nuove motorizzazioni alternative
La crescita proseguirà, ma con evidenti mutamenti di baricentro, almeno da un punto di vista geografico. In soldoni, può essere letta così l’analisi del mercato delle macchine edili (e, più in generale, del mercato Off-Highway) appena pubblicata da Interact Analysis. Secondo la società di analisi, il mercato delle macchine edili dovrebbe registrare un rimbalzo importante nel 2027, soprattutto in Nord America e nella regione EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa), raggiungendo un tasso di crescita della produzione rispettivamente del 13% e del 9%.
Al contrario, nella regione Asia-Pacifico (APAC) si prevede una contrazione dei livelli di produzione delle macchine edili. Si prevede che il settore cinese dei veicoli da cantiere subisca una contrazione di circa il 9%, mentre il resto dell’APAC dovrebbe registrare una contrazione del 3%.
Macchine edili, l’andamento a livello globale
Nonostante il calo della produzione nel 2027, si prevede comunque che il resto dell’APAC registri una crescita marginale fino al 2030, passando da 352.000 unità nel 2026 a 362.000 unità nel 2030. Tuttavia, non si prevede che la Cina si riprenda da questa contrazione nel periodo di previsione, con un calo delle unità da 474.000 previste nel 2026 a 455.000 nel 2030. Ciò è dovuto principalmente alla debolezza degli investimenti del settore privato, causata dall’incertezza politica, nonché al rallentamento della crescita del settore manifatturiero che frena la domanda di veicoli da cantiere.
Per quanto riguarda i veicoli elettrici a batteria (BEV), secondo Interact Analysis di prevede che la quota di mercato aumenterà nel prossimo decennio, passando dal 33% delle unità nel 2025 al 44% nel 2035, mentre la quota di mercato dei motori a combustione interna (ICE) dovrebbe scendere dal 66% al 55% nello stesso periodo.
L’elettrificazione è fortemente concentrata nel settore della movimentazione dei materiali: il 94% dei veicoli BEV fuoristrada è progettato per applicazioni di movimentazione dei materiali e si prevede che la penetrazione dei BEV in questo settore raggiunga circa l’83% entro il 2030. Le applicazioni che richiedono un funzionamento in ambienti chiusi, a basso carico e con cicli prevedibili si adattano bene alla tecnologia a batteria.

«L’importanza dei BEV è bimodale e attualmente concentrata in modo schiacciante nella movimentazione dei materiali – ha esordito Chloe Mason, Analista di mercato presso Interact Analysis -. La nostra ricerca indica che le uniche frontiere di crescita attualmente significative sono l’edilizia urbana compatta in Occidente e le grandi macchine in Cina. L’agricoltura, la costruzione di strade, i bulldozer e la silvicoltura rimangono mercati strutturalmente legati al diesel per tutta la durata delle nostre previsioni».
Il ruolo dei modelli compatti
Il mercato dei veicoli fuoristrada è dominato in modo schiacciante dalle macchine di piccole dimensioni. In questo segmento, il 43% delle unità rientra nella categoria inferiore ai 18 kW e il 63% in quella inferiore ai 35 kW.
Uno scenario che, ovviamente, ha ripercussioni dirette sulla domanda di cilindrata dei motori, sul dimensionamento dei componenti e sul mercato dell’elettrificazione potenziale. Il predominio delle potenze ridotte è determinato dal tipo di macchina: il 72% dei carrelli elevatori rientra nella fascia inferiore ai 18 kW e i carrelli elevatori detengono la quota di mercato più ampia tra tutti i tipi di veicoli.
Come sottolinea il rapporto di Interact Analysis sui veicoli fuoristrada, esiste il potenziale per un tasso di elettrificazione più elevato nella seconda metà del decennio nel segmento 36-100 kW, mentre la transizione verso i veicoli elettrici nel segmento oltre 100 kW rappresenta una frontiera strategicamente più interessante e con margini più elevati.








