Dopo mesi densi di progetti e preparativi finalmente JCB può cantare vittoria: il modello a idrogeno Hydromax ha infatti superato la soglia dei 653 km/h, stabilendo di fatto il tanto agognato record mondiale di velocità su terra. Alla guida del bolide c’era il veterano della RAF Andy Green, che non è nuovo a imprese di questo tipo. Grazie al supporto del team di ingegneri di JCB, il pilota è riuscito a spingere il JCB Hydromax oltre soglie di velocità inimmaginabili fino a qualche mese fa.

Infatti, durante la prima corsa sulle sul lago salato di Bonneville Salt Flats, nello Utah (USA), Andy Green ha registrato 400,623 mph. Successivamente, nella seconda manche, il bolide ha toccato 412,135 mph. Di conseguenza, la media finale ha segnato esattamente 406,320 mph (653,5 km/h per la precisione). Si tratta quindi della velocità più alta mai raggiunta da un’auto con motore a combustione interna a idrogeno.

Una prestazione storica firmata JCB

Il veicolo bimotore lungo circa 9,7 metri ha quindi completato con successo le due prove richieste dal regolamento. I due passaggi si sono svolti in direzioni opposte nell’arco di un’ora. In questo modo, la vettura ha polverizzato il precedente primato FIA di 185,5 mph, appartenente da più di vent’anno a un altro prototipo, il BMW H2R, che nel 2004 aprì le danze nel mondo della velocità per i motori a combustione a idrogeno. Attualmente, la FIA attende soltanto di ratificare ufficialmente il risultato.

Ma il nuovo record non è legato soltanto al mondo dell’idrogeno. Questo perché, allo stesso tempo, il JCB Hydromax ha infatti cancellato il vecchio primato per veicoli diesel di 350,092 mph. In passato, lo stesso Green aveva ottenuto quel tempo nel 2006 a bordo del JCB Dieselmax. Forte di propulsore senza emissioni di CO₂ il mezzo ha superato anche il limite di 303 mph delle celle a combustibile. Per questa ragione, il modello diventa a tutti gli effetti il veicolo a idrogeno più veloce della storia.

L’equipaggio ha gareggiato nella categoria A, gruppo XIV, classe 7. Per l’occasione, gli ingegneri hanno adattato due propulsori normalmente destinati agli escavatori di serie. Insieme, le unità erogano una potenza complessiva di 1.600 CV. I tecnici hanno assemblato i motori nello stabilimento di Foston, nel Derbyshire. Infatti, il gruppo monta gli stessi identici blocchi sulle macchine industriali in commercio. Questo traguardo corona un programma di sviluppo sull’idrogeno dal valore di 100 milioni di sterline. Il Presidente Anthony Bamford ha guidato l’intero progetto fin dall’inizio dello scorso anno. Lord Bamford ha ribadito con forza come l’idrogeno funzioni davvero e garantisca prestazioni di vertice a impatto zero.

La voce dei protagonisti e della FIA

Nel frattempo, Andy Green ha lodato la stabilità e la velocità del veicolo. Parimenti, il Direttore tecnico Ryan Ballard ha espresso profondo orgoglio per il lavoro dei tecnici. Anche il Presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem, ha applaudito il risultato storico. Il dirigente ha spiegato che innovazione, velocità e sostenibilità possono avanzare insieme. Inoltre, la settimana scorsa il prototipo aveva già toccato 368,347 mph durante la celebre ‘Bonneville Speed Week’. In quella circostanza, la squadra aveva conquistato il primato di classe AA/BGS per la SCTA.

La tradizione dei record di velocità JCB

Questo successo anticipa l’apertura del nuovo stabilimento di San Antonio, in Texas. La sede richiederà un investimento di 500 milioni di dollari e darà lavoro a 1.500 dipendenti. D’altronde, la casa costruttrice vanta una lunga serie di successi velocistici. Ad esempio, nel 2019 il JCB Fastrac è diventato il trattore più veloce al mondo con 135,191 mph. Nel 2014, infine, la terna JCB GT aveva conquistato il primato della sua categoria toccando le 72,58 mph.

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