L’Om654 di Mercedes Benz si è aggiudicato il premio Professor Ferdinand Porsche. Ci troviamo sul Danubio, dove la Vienna University of Technology ha consegnato l’ambito riconoscimento nelle mani di Anke Kleinschmit, al vertice della Divisione ‘Corporate Research & Sustainability’ e ‘Environmental Officer’ di Daimler. È la rivincita del motore a compressione interna, sul banco degli imputati dall’esplosione del Dieselgate: Mercedes aveva infatti ricevuto in passato il riconoscimento per l’abs, l’airbag, l’Esp e per la serializzazione delle batterie agli ioni-litio.

Om654. Rudolf über  alles

Inalienabile oblio del diesel? Pare di no, almeno a giudicare dalle motivazioni del premio, che esalta il pacchetto tecnologico in grado di addomesticare le emissioni. Ma cosa si sa del 4 cilindri che l’anno scorso ha pensionato il leggendario Om651, che in carriera ha equipaggiato una lunga teoria di macchine con la stella, dalla Classe A alla Classe E? DIESEL mise subito il re a nudo, si fa per dire, sul numero di Maggio 2016.

Om654: 1.950 cc

Che cosa cambia rispetto all’Om651? Cubatura da 1.950 cc, il monoblocco è realizzato integralmente in alluminio, con una macroscopica ricaduta sulla bilancia: l’ago segna 65 chili in meno. Cambiano pure lo spazio tra i cilindri e l’altezza, che si riduce grazie alla testata valvole ultra-ribassata. Va inoltre precisato che l’impianto di trattamento delle emissioni è integrato nel motore.

Il dimagrimento si accompagna al miglioramento della curva di potenza che sposta il punto apicale da 170 a 195 cavalli (da 125 a 139,7 chilowatt), per una potenza specifica di 72 kW/litro e una bella sforbiciata ai consumi: meno 13 per cento. Il common rail è arrivato alla quarta generazione con pressione di iniezione da 2.050 bar. Contro gli inquinanti Mercedes ha schierato l’intero armementario della tecnologia Made in Germany: il ricircolo dei gas di scarico si accompagna al filtro antiparticolato e all’scr. Determinante l’Scb (Stepped combustion bowl), la forma della camera a scoppio, associata a pistoni in acciaio che, grazie alla tecnologia Nanoslide, permettono di abbattere le resistenze interne complessive del motore del 25 per cento.

 

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Ah, ci tengono a precisare quelli di Daimler che il motore è stato testato secondo la normativa Real driving emission. Come dire: “non c’è trucco, non c’è inganno”. E lunga vita al diesel…

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