Nonostante la stagnazione, il mercato italiano delle energie rinnovabili è riuscito comunque a raggiungere i target prefissati nel 2026. Ciò è dovuto solo in parte al rimbalzo verificatosi nel secondo trimestre del 2026 (con un +14% su base tendenziale). A trainare il mercato, infatti, ci ha pensato il “tesoretto” accumulato grazie alle installazioni realizzate tra il 2021 e il 2025. Alla fine del 2025 l’Italia poteva infatti contare su un margine positivo di circa 1,6 GW rispetto alla traiettoria fissata dal burden sharing delle fonti rinnovabili.

Il recupero è trainato quasi interamente dal fotovoltaico, che registra un incremento del 18%. Il risultato, tuttavia, non è sufficiente a invertire la tendenza complessiva del mercato: l’andamento degli ultimi dodici mesi evidenzia, infatti, una crescita di appena l’1%, dopo la flessione registrata nel 2025.

Rinnovabili, come sta andando il mercato? Luci e ombre di un comparto cruciale

Nel primo semestre del 2026 l’incremento complessivo della potenza rinnovabile si attesta a circa 3,4 GW, considerando 2.918 MW di nuove installazioni e circa 550 MW derivanti da interventi di repowering. Sommando l’incremento registrato nel primo semestre al margine accumulato a fine 2025, il sistema raggiunge un progresso complessivo di circa 5 GW.

Il target annuale di burden sharing per il 2026 è pari a 8,3 GW: per centrarlo sarà quindi necessario realizzare altri 3,3 GW nella seconda metà dell’anno, un volume sostanzialmente analogo a quello raggiunto nei primi sei mesi. L’obiettivo 2026 resta dunque raggiungibile, ma per centrarlo l’Italia utilizzerebbe interamente il margine di vantaggio accumulato negli anni precedenti. Il “tesoretto” di 1,6 GW verrebbe così azzerato, lasciando il Paese senza un margine di sicurezza per assorbire eventuali rallentamenti futuri.

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La criticità emerge soprattutto guardando agli anni successivi. La traiettoria del burden sharing prevede infatti una progressiva accelerazione degli obiettivi: 10 GW nel 2027, 11 GW nel 2028, 13 GW nel 2029 e 15 GW nel 2030. Secondo ANIE, senza un deciso incremento nel ritmo delle installazioni, il settore rischia quindi di rispettare il traguardo 2026 grazie al vantaggio accumulato in passato, per poi trovarsi ad affrontare obiettivi molto più impegnativi senza più alcun margine di sicurezza.

Il monitoraggio degli obiettivi di sviluppo delle fonti rinnovabili evidenzia che risultano attualmente installati complessivamente circa 86 GW di potenza da fonti rinnovabili, ripartiti tra bioenergie (11%), eolico (19%), geotermoelettrico (4%), idroelettrico (27%) e solare (39%). Per raggiungere il target al 2030 di 131 GW installati sarà necessario installare circa 44 GW in poco più di quattro anni. Un obiettivo particolarmente sfidante, considerando tempi autorizzativi che si rivelano di gran lunga più lunghi di quelli previsti dalla normativa nazionale, l’annunciata riforma del meccanismo di assegnazione della capacità di conne.

Il commento del Presidente Andrea Cristini

Chiediamo ai Ministeri, alle Regioni e ai Comuni – ha commentato Andrea Cristini, Presidente di ANIE Rinnovabili di affrontare e superare il nodo degli iter autorizzativi, che continua a rappresentare uno dei principali ostacoli allo sviluppo degli investimenti. Chiediamo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri di sbloccare i pareri di valutazione di impatto ambientale relativi ai 13 GW attualmente rimessi alla sua valutazione. E chiediamo alle istituzioni di garantire, per il prossimo quadriennio, un quadro normativo e strumenti di policy stabili e prevedibili, indispensabili per ridurre l’incertezza e consentire alle imprese di programmare gli investimenti”.

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