Scania Dc 16 V8 e il ciclo Miller, ancora attuale dopo sessant’anni

I motori di grandi dimensioni con uscite di potenza relativamente basse possono avere problemi con il post-trattamento. Ciò avviene perché il motore pompa troppa aria in proporzione al calore in eccesso che genera. Gli ingegneri Scania hanno risolto questo problema in modo semplice ed elegante con lo Scania Dc 16. Il V8 da 520 CV infatti sfrutta una tecnologia inventata dall’ingegnere americano Ralph Miller negli anni ’50.

L’uso di speciali profili dell’albero a camme garantisce che le valvole di aspirazione rimangano aperte un po ‘più a lungo del normale durante la fase di compressione. Ciò significa che il motore ottiene effettivamente meno aria. A sua volta, questo gli permette di mantenere una temperatura di lavoro più elevata, a vantaggio del sistema Scr. La soluzione per creare un motore che funzioni secondo il ciclo Miller è un ottimo esempio della capacità di Scania di produrre soluzioni semplici che aggiungono valore al cliente senza aumentare i costi. A voler cercare un difetto, seppur minimo, lo si potrebbe individuare nell’aumento più lento della coppia dal regime minimo.

Scania Dc 16. Il ciclo Miller fa miracoli, afferma Roger Olsson

Roger Olsson, Chief Engineer della divisione V8 di Scania, ha commentato la scelta di affidarsi al ciclo Miller. «Dal punto di vista meccanico, si tratta di una soluzione relativamente semplice che ottiene lo stesso effetto che se avessimo ridotto di circa un litro la cilindrata effettiva del motore. Il ciclo Miller fa miracoli per il post-trattamento e la riduzione del consumo di carburante, con l’unico svantaggio che l’aumento della coppia rallenta marginalmente dal minimo. Ma in realtà la differenza è difficile da percepire. Invece, colpisce quanto il motore sia perfetto per camion a lunga percorrenza da 30 tonnellate e oltre, dove il peso non è un problema. Se stai operando una combinazione pesante, se la strada è collinosa, o se la velocità media è alta, allora il nuovo motore 520 è sia un salvadanaio che una centrale elettrica».

Quello sciopero che non ci voleva

Con un comunicato ufficiale diramato a inizio luglio, Scania ha annunciato la sospensione temporanea di vendite e consegne dei suoi V8. La causa è il protrarsi di uno sciopero presso un fornitore di componenti. Lo sciopero sta impedendo a Scania di consegnare a livello globale più di 2.000 autocarri ordinati con i motori V8. Anche le vendite di motori marini ed industriali sono interessate. Lo sciopero perdura dal 14 giugno ma già in precedenza quest’anno le consegne da questo specifico fornitore avevano subito delle interruzioni.

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Le dichiarazioni dei vertici della Casa del Grifone

Christian Levin, Executive Vice President Head of Sales and Marketing, ha rilasciato una dichiarazione sulla situazione attuale. «Sono profondamente dispiaciuto per questa situazione che ci impedisce di fornire i nostri motori V8. Questi infatti rappresentano un riferimento sul mercato e sono una parte importante del DNA di Scania. La nostra organizzazione commerciale si è già attivata per proporre delle alternative che permettano ai clienti coinvolti di rispettare gli impegni presi con i loro clienti, ricorrendo ai nostri propulsori 13 litri o ad altre soluzioni di prodotti e servizi. Nulla sarà lasciato intentato, pur di conservare la fiducia dei nostri clienti».

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