CAMS ha spento la venticinquesima candelina. C’eravamo anche noi
Cams ha riunito oltre 400 tra clienti, dealer e collaboratori, per celebrare il suo primo quarto di secolo di storia. E per tratteggiare il futuro, con concretezza e competenza tecnica
Quando CAMS emise i primi vagiti, nel 2001, l’obiettivo era quello di fornire assistenza e manutenzione a macchine stradali. Alcuni dei suoi fondatori erano fuoriusciti da Bitelli, confluita l’anno prima nell’universo Caterpillar. Dopo pochi mesi, da una brillante intuizione degli stressi fonda che si è tenuto tori si inaugura il corso che ha caratterizzato fino ad oggi la missione dell’azienda bolognese: il riciclo di materiali, dal cemento, al vetro, al legno, potenzialmente a qualsiasi elemento di ottimizzazione dei residui e di reimmissione virtuosa degli stessi nei processi produttivi. Un’impronta tecnologica all’insegna dell’endotermico a giri fissi di supporto a un’alimentazione elettrica. Di questo e altro parleremo in profondità sul numero di POWERTRAIN Luglio-Agosto. Vi anticipiamo che i compagni di viaggio di CAMS sono stati prima FPT, poi Caterpillar. Qui trovate una sintesi dsono. stati prima quarto di secolo, che si è tenuto venerdì 22 e sabato 23 maggio, al kartodromo Extrema Kart di Massa Finalese, in provincia di Modena.

“Eravamo in 400 al bar, tutti quanti per CAMS”…
La citazione di Gino Paoli, che ha trovato moglie e casa, non è quindi casuale. Oltre 400 tra clienti, dealer, collaboratori e stakeholder, inclusi i giornalisti di settore, provenienti da tutta Italia, Europa, Stati Uniti, America Latina e Australia, hanno partecipato all’evento organizzato per celebrare il venticinquesimo anniversario dell’azienda: una festa con gare di go-kart, concerti e momenti conviviali in puro stile emiliano, ma anche un’opportunità di confronto sulle prospettive evolutive del mercato. L’iniziativa ha ricevuto il patrocinio gratuito di Siteb – Strade italiane e bitumi, il cui direttore generale, Stefano Ravaioli, sabato ha tenuto un incontro sull’epica vittoria dell’Itala 35/45 HP nel raid Pechino-Parigi del 1907.

Fin dalle origini, Cams ha scelto di sviluppare macchine capaci di cambiare prospettiva: da un lato ridurre l’impiego di nuove materie prime attraverso il recupero dei materiali, dall’altro diminuire le emissioni legate ai processi di lavorazione e alle fasi di fine vita dei materiali stessi. Una visione che si è tradotta nella progettazione di soluzioni tecnologiche avanzate per il trattamento e il riciclo di materiali complessi, con applicazioni nei settori dell’edilizia, delle infrastrutture stradali e, più recentemente, dell’agricoltura. A oggi, sono numerosi i brevetti registrati.
Le macchine Cams sono pertanto progettate per essere sostenibili sotto un duplice profilo: consentono il recupero di materiali altrimenti destinati allo smaltimento e operano attraverso sistemi di alimentazione ibrida, elettrica e da fonti rinnovabili. Il percorso di sviluppo tecnologico dell’azienda ha portato negli anni a una progressiva evoluzione delle soluzioni, fino ad arrivare a sistemi sempre più efficienti e sostenibili, incluse macchine che integrano nuove forme di alimentazione energetica, da quella solare a quella eolica.
Tra le principali caratteristiche tecniche, la triturazione lenta, che consente di preservare la qualità dei materiali trattati riducendo al contempo rumore e polveri.
La cronistoria di CAMS, riassunta per tappe
“Fin dai primi mesi, però, emerge una visione più ampia: l’acquisizione del marchio Tem, storico produttore di impianti per la frantumazione del vetro, segna già al tempo una svolta strategica” racconta Filippo D’Addato, COO dell’azienda. “Un passaggio che ha permesso a Cams di integrare competenze consolidate e avviare lo sviluppo di soluzioni innovative per il riciclaggio dei materiali inerti”.

L’innovazione tecnologica è stata pertanto, sin dagli esordi, la vera spinta propulsiva. Qui le principali “tappe di prodotto”, tutte seguite
- 2003: ampliamento della gamma UTS, i primi impianti trasportabili, compatti, autocaricanti e alimentati elettricamente;
- 2005: introduzione della gamma UTM, trituratori semoventi su carro cingolato con alimentazione ibrida, una vera “power revolution” nel settore;
- 2009: sviluppo dell’impianto “Centauro”, che integra triturazione, vagliatura e separazione dei metalli in un’unica macchina. A tal proposito, il Centauro 100.32, primo della gamma, presente all’evento sia nella versione vintage, sia nella veste attuale, rappresenta un punto di svolta grazie a prestazioni elevate e sistemi di telemetria avanzati per il controllo remoto da PC e dispositivi mobili, in linea con i principi dell’Industria 4.0.
- 2010: inaugurazione filiale negli Stati Uniti.
- 2024: Cams acquisisce la Malavasi G., azienda modenese specializzata nella progettazione di macchine e attrezzature per il settore stradale.
Cams attualmente annovera 7 linee di prodotto e 23 modelli disponibili, con oltre 800 impianti installati in Italia e nel mondo. Senza contare le decine di brevetti registrati, tra cui soluzioni innovative sul funzionamento simultaneo delle macchine e sugli spintori idraulici.




