Anche il Sima ha emesso le sue sentenze motoristiche, che hanno riguardato la triade presente al Parc des Expositions di Parigi. La prima riguarda Fpt Industrial, che si è presentata in duplice, anzi triplice veste.  Allo stand Bimotor c’era ovviamente tanto di Fpt, a cominciare dal logo e dal rinnovato layout fieristico. Due purosangue torinesi , come l’F34 omologato Stage V e l’N67 omologato al presente, quindi in Tier 4 Final. Griffato Bimotor c’era il 4,5 litri della famiglia Nef in formato powerpack, diventato uno dei cavalli di battaglia di Ciriè.

Al Sima New Holland e Fpt Industrial a braccetto

La triplice veste deriva dalla presenza sui ‘trespoli’ del vasto parterre di New Holland dell’F34 e dell’N6 a gas naturale. Due spunti di riflessione balzano agli occhi: riesumato all’Eima, il 3,4 litri ha addirittura concesso il bis. Rianimato dal lancio del Syncro di Perkins, che ha separato le strade di Torino e Peterborough in prospettiva Stage V, il compatto di Fpt esce dalla dimensione carsica della gestione a quattro mani Fpt – Perkins e si lancia in orbita 2019, affiancato allo stand Bimotor dal modulo di post-trattamento espressamente cucito su misura di quello che nell’attuale nomenclatura Perkins è identificato come 854. Altra curiosità deriva dall’N67 a gas. Dopo l’Eima, il Sima, a testimonianza del ruolo che il gas naturale e il biogas giocheranno nel prossimo decennio nella scuderia Cnh Industrial. Cnh peraltro attiva su più fronti al Parc des Expositions.

John Deere e Volvo Penta

Conferme anche da John Deere, che replica il modello Agritechnica e si ripropone a rimorchio della casa madre nel maestoso stand del cervo. Un binomio che nell’agricolo funziona ed é identificato come uno dei brand per antonomasia. In esposizione il 4,5 litri, il modulo Iecs, che mette il sigillo sulla recente svolta in Stage V, e il 6,8 litri.

 

Della partita, come annunciato su DIESEL, anche Volvo Penta, che sfodera dal museo di Götebörg un trattore d‘antan, a voler ribadire  le robuste radici svedesi nel terreno della meccanizzazione agricola. Si tratta del Volvo BM, motorizzato dal Bmt 24, 4 cilindri a benzina, capace di 27,5 cavalli.

Anche a queste latitudini il blocco con catalizzatore e serbatoio col tappo blu la fa da padrone, accompagnato  dal 6 cilindri Tad 870 e dal top di gamma, il 16 litri, Tad1670.

L’imponente sagoma del Case a guida autonoma prende vita grazie al Cursor 9. Sono stati loro due, giovani virgulti del gruppo CNH Industrial, ad avere ammaliato i contadini presenti, francesi e non solo. Sotto i cofani degli OEM meno noti in Italia, si sono visti alcuni Perkins per Armatrac, i turchi in sinergia con Perkins dall’alba dei tempi e con Deutz sul IIIB. I coreani di Tym si sono focalizzati sul 2,9 e sul 3,6 di Deutz, sui Tnv di Yanmar e sui Dl03 di Doosan Infracore per la fascia alta, 63, 71 e 78 chilowatt. Come anticipato a più rirepse, ha brillato la stella della trasmissione Dual Tech di Jcb, che si è aggiudicata l’Innovation awards e ha condotto il telescopico Agri Pro di Jcb al titolo di Machine of the world nel suo segmento.

In primo piano

Articoli correlati

IPAF Anch’io 2024, la sicurezza al centro dell’evento bolognese

Il tradizionale evento biennale italiano di IPAF si è tenuto a Bologna venerdì 31 maggio con una formula dinamica, esclusivamente dedicata ai contenuti e all’interazione palco-platea. Le buone prassi a tutela della salute e della sicurezza nell’uso dei mezzi di sollevamento aereo sono state al centr...