La lotta contro il crimine è in mano al Tdi prodotto da Volkswagen, a sua volta oggetto delle attenzioni degli inquirenti. Il 2 litri emblema della motoristica automotive tedesca, che stava per sbarcare anche tra gli off-road. C’è stata una stagione, all’inizio d questa decade, in cui il 2 litri si era affacciato allo stand Man in compagnia degli altri ‘baby’ made in Wolfsburg, a completamento della fascia d’attacco degli industriali del gruppo Volkswagen, completi di versioni gpl da 1 litro  (in anticipo con i tempi, vedi la aggiornata riesumazione del progetto Kubota e l’apparizione della sigla Gpl nell’universo Deutz). Poi è arrivata la grandine, sotto forma di pietra scagliata dall’Epa e raccolta successivamente dal’Ue, è il 2 litri è scomparso dalla ribalta espositiva.

Urge però una riflessione. Se è vero che il campo dell’automotive sta vivendo stagioni di sviluppi tumultuosi – e progresso, trasparenza e novità sono sempre i benvenuti -, è altrettanto vero che laddove la domanda dell’utenza pende dal lato dell’affidabilità e dell’efficienza, il caro buon vecchio motore diesel sale in cattedra. I 150 cavalli del due litri Tdi sono la dotazione di base delle Seat Leon che circolano sulle nostre strade con la livrea della Polizia di Stato. Il medesimo modello è stato al centro delle vicende Dieselgate

Seat e Polizia di Stato

Forse non tutti sanno che Seat Italia due anni fa si è aggiudicata la gara d’appalto per la fornitura di una pioggia di Seat Leon alla Polizia di Stato. In 24 mesi ne sono state consegnate circa un migliaio. La collaborazione tra il costruttore iberico e le nostre forze dell’ordine travalica il perimetro della maxi commessa e si riverbera anche nell’organizzazioni di eventi ad hoc pensati per promuovere la formazione degli utenti. Ecco che quest’estate, presso il circuito di Franciacorta in provincia di Brescia, si è tenuta una giornata di corso di aggiornamento per gli istruttori di guida del corpo di Polizia. Un evento firmato, appunto, Seat, i cui piloti hanno illustrato nel corso di prove specifiche su pista come gestire il tracciato delle traiettorie, prevenire e controllare fenomeni di sottosterzo e sovrasterzo, eseguire frenate al massimo dell’efficienza. Del resto, le auto che i poliziotti nostrani si trovano quotidianamente a guidare sono l’oggetto di una significativa revisione del progetto iniziale della Leon, in virtù delle dotazioni eccezionali che rendono le modalità di guida ben diverse da quelle di una vettura di serie. Spiccano la struttura blindata (che si traduce in 225 chili in più), le sospensioni rinforzate, una batteria e un alternatore sovradimensionati, le luci diurne posizionate a maggiore altezza da terra (una scelta obbligata, considerato il maggior peso del veicolo), il deposito antiscoppio (e sono altri 5 chili…), la protezione della parte inferiore e la centralina dell’unità di controllo.

Il bilancio 2016 di Volkswagen però sorride

Insomma, una dotazione con tutti i crismi per un modello finito nel gorgo del Dieselgate.

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Secondo le rivelazioni seguite allo scoppio dello scandalo delle centraline truccate per ovviare ai limiti di emissioni, sarebbero 500mila le Leon equipaggiate col 2 litri Tdi dotato del software incriminato. Una vicenda che ha pesato in maniera notevole sulla reputazione del brand tedesco. Nonché sul bilancio 2015, in perdita per 1,6 miliardi. Già nel 2016, tuttavia, il gruppo Volkswagen ha venduto 10,4 milioni di veicoli (superando Toyota come primo produttore mondiale), e ha svelato un bilancio impreziosito da un utile netto di 5,14 miliardi, con un fatturato cresciuto del 2 per cento fino a toccare il livello record di 217,3 miliardi di euro. E per quest’anno è prevista un’ulteriore crescita del 4 per cento.

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