Gill Pratt, Chief Scientist di Toyota Motor Corporation e Ceo del Toyota Research Institute, ha discusso il percorso multi-tecnologico di Toyota verso la neutralità carbonica al World Economic Forum di Davos. Nella sessione intitolata “Reinventare la ruota”, Pratt ha spiegato come arrivare allo zero netto minimizzando l’accumulo di carbonio.

Mentre i veicoli a zero emissioni, compresi i veicoli elettrici a batteria, saranno la soluzione nel lungo termine, l’attuale carenza di litio e l’insufficiente infrastruttura di ricarica impediscono nel breve termine un passaggio globale a queste soluzioni tecnologiche.

Pratt ha spiegato come, date le condizioni attuali e in questo periodo di transizione, sia possibile velocizzare il processo di decarbonizzazione producendo veicoli elettrici a batteria e altri veicoli elettrificati che impiegano molto meno litio.

Lo scienziato, sulla scia di quanto già affermato più volte dall’amministratore delegato Akio Toyoda, ha cercato di dimostrare come puntare solo sull’elettrico non fornisca un contributo decisivo nella riduzione delle emissioni. Invece, un approccio “multi-energy” può garantire migliori risultati, in particolare alla luce dei non pochi problemi della tecnologia dell’elettrico a batteria. Per il 2040, per quanto riguarda il litio, la differenza tra domanda del mercato e offerta sarà abissale e, oltre al problema di approvvigionamento, ci sono altri due ostacoli alla mobilità elettrica: la carenza di infrastrutture di ricarica e le enormi differenze nella capacità di spesa nelle diverse aree geografiche.

Di qui Toyota ha adottato un approccio all’insegna dell’offerta della più ampia gamma di soluzioni possibili per il mercato e non incentrato solo sull’elettrico: ecco perché investendo anche sull’idrogeno sia per le celle a combustibile, sia come carburante per motori endotermici, oppure su altri materiali per le batterie, come del sodio.

L’intervento completo di Pratt è visibile a questo link.

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