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Per capire la natura sempre più ‘anfibia’ di Volvo Penta basta tenere d’occhio la strada tecnologica intrapresa dagli svedesi, che converge con quelle di Volvo Construction e Volvo Truck. Attingendo alle piattaforme delle macchine movimento terra e dei camion si può cogliere in filigrana la prospettiva Stage V. C’è una pala gommata all’esterno dell’officina Carmi, rivenditore Volvo Construction di Castel Bolognese (Ravenna), il cui pacchetto emissioni recluta sia l’scr che il dpf, convitato di pietra che si materializzerà giocoforza per setacciare la granulometria e per la contabilità obbligatoria del numero di polveri sottili allo scarico. I limiti previsti dalla bozza della Commissione europea sono pari a 0,015 g/kWh (10 gr/kWh in meno dello Stage IV e 5 gr/kWh sotto il livello Tier 4 Final) e un numero di particelle tollerate nella misura di 1 x 1012/kWh. La carte sono in tavola con alcuni costruttori dell’agricolo. Le cubature corpose e l’assenza di versioni strutturali limitano il campo d’azione di Volvo Penta sui  trattori da campo aperto, ma essere un attore del free market li rende competitivi con gli oem di macchine raccoglitrici, mietitrebbia incluse, soprattutto nel Nord Europa.

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